
La norma è nata da un emendamento dei partiti di centrodestra, a prima firma di Fabio Roscani (FdI), approvato alla Camera all’unanimità
Un elettore su dieci vive lontano dal comune in cui è iscritto nelle liste elettorali. Per loro la riforma della legge elettorale, che ha appena incassato il sì definitivo, introduce per la prima volta una disciplina stabile del voto fuorisede, dopo le sperimentazioni legate a singole tornate: le europee del 2024, riservate agli studenti, e i referendum del 2025, aperti anche a lavoratori e persone in cura. Per il referendum sulla giustizia di marzo, invece, non era stato previsto nulla.
La norma nasce da un emendamento dei partiti di centrodestra, a prima firma di Fabio Roscani (FdI), approvato alla Camera all’unanimità. Potrà chiedere di votare nel comune di domicilio temporaneo chi, per studio o lavoro, si trova in un comune di una regione diversa da quella di residenza, se la permanenza prevista è di almeno nove mesi. Per chi è fuori regione per motivi di cura la soglia scende a tre mesi, purché nel periodo ricada la data del voto.
Il Senato ha poi esteso la possibilità ai caregiver, con un emendamento a prima firma della senatrice di FdI Domenica Spinelli riformulato dal governo: chi assiste per almeno tre mesi in un’altra regione una persona sottoposta a cure potrà votare lì, se le elezioni cadono in quel periodo. Un elettore iscritto a Roma che segue un familiare in terapia in un ospedale di Milano non dovrà più rientrare nella capitale solo per votare.
Il voto fuorisede vale per politiche, europee e referendum, non per le amministrative. La domanda va presentata entro il 31 dicembre di ogni anno e vale per le consultazioni dell’anno successivo. Chi diventa fuorisede dopo quella data può presentarla entro 30 giorni dal momento in cui matura i requisiti e comunque non oltre il 45° giorno prima del voto.
Gli elettori ammessi entrano in un elenco tenuto dall’ufficio elettorale del comune di domicilio e vengono distribuiti nelle sezioni ordinarie, di norma secondo un criterio di prossimità: non ci saranno seggi dedicati. Il comune di residenza annota nella lista sezionale che l’elettore voterà altrove, così da escludere il doppio voto. Entro il quinto giorno prima della consultazione il comune di domicilio rilascia, anche per via telematica, un’attestazione con numero e indirizzo della sezione.
Alle politiche e alle europee il fuorisede vota per i candidati della circoscrizione in cui è domiciliato, non per quelli del territorio di residenza. Uno studente siciliano iscritto all’università a Bologna, quindi, contribuirà a eleggere parlamentari emiliani.
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