
La sentenza della Corte costituzionale potrebbe arrivare entro gennaio 2027
Venticinque ricorsi contro la legge elettorale, voluta dal centrodestra e appena entrata in vigore, sono stati presentati ieri in altrettante sezioni di Corte d’Appello di vari Tribunali italiani. Detto, fatto: la “Rete per un voto libero e eguale” che riunisce costituzionalisti, avvocati e associazioni varie ha dato l’annuncio in una conferenza stampa in Senato con Roberto Zaccaria, Enrico Grosso e l’avvocato Pietro Adami.
Ma la notizia è che già il prossimo 16 dicembre è fissata una prima udienza, presso il Tribunale di Trento. E questo vuole dire che la sentenza della Corte costituzionale potrebbe arrivare a stretto giro, entro gennaio 2027.
Nel mirino dei ricorrenti, come noto, i cardini del Melonellum, ossia il premio di maggioranza oltre il 42% dei voti e l’indicazione del nome del candidato premier al momento del deposito delle liste e dei contrassegni, pena l’inammissibilità. Un combinato disposto che configurerebbe un premierato di fatto, e quindi un mutamento della forma di governo senza passare per una modifica della Costituzione. Ma nel mirino c’è soprattutto la questione dell’obbligatorietà: «Una formazione politica può legittimamente partecipare alle elezioni per rappresentare determinati [...]
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