L’eruzione dell’Etna non si ferma: ridotti ancora i voli in arrivo a Catania

La Società di gestione dell’aeroporto comunica che sono limitate le attività di volo in arrivo pari a 5 aerei ogni ora, fino alle 14. Ma nessuna restrizione per i voli in partenza

SAC, la società di gestione dell’aeroporto di Catania comunica che, “a causa dell’attività eruttiva dell’Etna e contestuale emissione di cenere vulcanica in atmosfera, è stata disposta la chiusura degli spazi corrispondenti ai settori B1 e B2”. Sono, pertanto, “limitate le attività di volo in arrivo pari a 5 aerei ogni ora, fino alle 14 di oggi lunedì 17 agosto. Nessuna restrizione in partenza”. SAC invita dunque i passeggeri, “prima di recarsi in aeroporto, di verificare lo stato del proprio volo con le compagnie aeree”. Resta dunque intensa l’attività esplosiva del cratere Voragine dell’Etna. Il tremore vulcanico, che segnala l’energia presente nei condotti magmatici interni, è in risalita e staziona su valori molto alti.

L’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia, Osservatorio etneo, di Catania, comunica difatti che “prosegue l’attività effusiva dalle bocche a quota 2.750 1.990 metri sul livello del mare” e che “il fronte più avanzato dei flussi lavici si attesta a una quota di 1.395 metri, tra Rocca delle Palombe e Rocca Musarra”. “Dalle 09:40 alle 12:40 – si legge nella nota dell’Ingv diffusa nella serata del 16 agosto – dal cratere di Nord-Est si è verificata una serie di esplosioni di breve durata che ha generato un pennacchio di cenere che si è disperso in area sommitale in direzione Sud-Est. Alle ore 18:22 è ripresa l’attività stromboliana al cratere della Voragine. Successivamente a partire dalle 18.45 si è intensificata l’attività di emissione di cenere al cratere di Nord Est. Dal punto di vista sismico, dalla tarda serata di ieri l’ampiezza media del tremore vulcanico ha mostrato ampie oscillazioni tra valori bassi e medi, crescendo sempre più in ampiezza. Nelle ultime ore di oggi – prosegue la nota dell’Ingv diffusa il 16 agosto sera – l’incremento è stato sempre più marcato e dalle 18 circa l’ampiezza del tremore è passata dall’intervallo dei valori medi a quelli alti. I centroidi delle sorgenti del tremore risultano localizzati tra i crateri Nord-Est e Voragine, a una quota compresa tra 2.800 e 3.000 metri sopra il livello del mare”.

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