
Nelle sale il film di Paolo Strippoli con Jasmine Trinca e Valeria Bruni Tedeschi
Il film designato a rappresentare l’Italia agli Oscar è l’assoluto protagonista del weekend in sala: “L’estranea” di Paolo Strippoli arriva nei nostri cinema dopo la presentazione in concorso alla Mostra di Venezia e la successiva partecipazione al Festival di Toronto.
Entrare nella cinquina dei candidati alla statuetta per il miglior film internazionale sarà difficile, ma è un prodotto di cui si sta parlando molto, anche a livello internazionale, ed è qualcosa che non può che far bene al cinema (di genere) italiano.
Si tratta del quarto lungometraggio di Strippoli, regista che ha sempre giocato con il genere horror anche nei suoi precedenti “A Classic Horror Story” del 2021 (codiretto con Roberto De Feo), “Piove” del 2022 e “La valle dei sorrisi” del 2025.
Con “L’estranea” firma una pellicola che mescola orrore, fantasy e thriller psicologico per raccontare un’inquietante disgregazione famigliare: Anna si presenta senza preavviso all’appartamento romano della figlia Alice. Non può più aspettare, deve confessarle una verità tenuta nascosta per vent’anni, una bugia che ha sorretto l’intera storia della loro famiglia e che ora sta crollando sotto il peso delle conseguenze.
La donna rivela di aver stretto un patto con una misteriosa Estranea per salvare la vita di Alice dopo un grave incidente avvenuto quando era bambina: un patto che, come in una sorta di maledizione, ha generato una lunga catena di eventi oscuri e dolorosi.
Una confessione che finirà per frantumare il rapporto tra le due in un crescendo simbolico e dal sapore apocalittico che fa nascere indubbiamente numerose interpretazioni nello spettatore.
Ci sono molti riferimenti che possono venire in mente vedendo “L’estranea”, a partire da “Faust” di Goethe, passando per “I Buddenbrook” di Thomas Mann, fino ad arrivare a titoli cinematografici contemporanei come “Il sacrificio del cervo sacro”.
La sceneggiatura è così ricca di confronti col passato che questi rischiano di togliere una certa originalità all’intera operazione, seppur vada subito sottolineato quanto il coinvolgimento rimanga alto dall’inizio alla fine.
Il merito è soprattutto della ritmata e appassionante regia di Strippoli che, in particolare nella prima mezz’ora, dimostra di aver raggiunto notevole maturità, anche nella direzione di un cast ricco di volti molto noti: da Jasmine Trinca a Romana Maggiora Vergano e Adriano Gianni, arrivando a una luciferina Valeria Bruni Tedeschi.
È un film imperfetto “L’estranea”, anche per qualche esagerazione verso la conclusione, ma dotato di un fascino magnetico che non si perde al termine dei titoli di coda e che continua a scuotere anche nei giorni successivi.
Toni molto diversi sono quelli de “L’albero di molto lontano”, film di Ben Gregor con Claire Foy e Andrew Garfield.
I due interpretano una coppia moderna, costretta a lasciare la città per trasferirsi con i tre figli nella remota campagna inglese.
Mentre i genitori affrontano le difficoltà di un nuovo inizio e cercano di adattarsi a un ritmo di vita più lento e silenzioso, i bambini esplorano i dintorni e fanno una scoperta straordinaria.
Tratto dalla celebre serie di libri per bambini di Enid Blyton e scritto da Simon Farnaby, è un fantasy godibile e pieno di dolcezza e di quel candore di cui erano ricchi i classici per famiglie di altri tempi.
Non mancano svolte troppe prevedibili e col passare dei minuti c’è qualche evidente calo di ritmo, ma i messaggi trasmessi offrono validi stimoli e nel complesso è un prodotto che si guarda con piacere.
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