L’impegno di Loro Piana per i pastori nomadi della Mongolia

L’azienda del gruppo Lvmh, che ha già lanciato il programma “Resilient Threads” per rafforzare la biodiversità locale a sostegno dei pastori nomadi, ha partecipato alla Cop17 riunita a Ulanbataar

Un filo di lana sottilissimo, pochi micron, ma più forte dell’acciaio, lega da decenni le tribù di nomadi delle steppe mongole a Loro Piana, l’azienda tessile da sei generazioni eccellenza del made in Italy, oggi parte del gruppo Lvmh. Quel filo così tanto pregiato delle capre da cashmere salda il benessere delle persone, del territorio, del prodotto e del business.

Coordinare questi elementi è l’obiettivo centrale della strategia mondiale per la conservazione degli ecosistemi della Conferenza delle Parti (Cop) dell’Unccd, la Convenzione delle Nazioni Unite per la lotta alla desertificazione, perché gli sforzi nella lotta alla tutela ambientale devono essere coerenti, come dimostrano le catastrofi naturali di oggi. La Cop 17 si è svolta a Ulaanbaatar dal 17 al 28 agosto, ha varato 1,3 miliardi di dollari di impegni finanziari, per un terzo nuovi di zecca, e ha chiesto alle aziende di fare la loro parte.

Nella capitale mongola Lvmh ha aderito formalmente all’azione delle Nazioni Unite, nell’ambito dell’iniziativa Business for Land e sulla scia di Life 360, la strategia del gruppo francese sull’approvvigionamento responsabile e la protezione degli ecosistemi, Frederic Arnault, alla guida di Loro Piana dal giugno 2025, ha ribadito davanti alla platea della Cop7 riunita in una yurta che il gruppo farà la sua parte per rafforzare la resilienza delle steppe mongole e dell’ecosistema del cashmere.

Lvmh prosegue il progetto “Resilient Threads” attivato l’anno scorso nella provincia di Sukhbaatar per rafforzare la biodiversità locale a sostegno dei pastori nomadi, puntando sulla capacità locale di gestione della riproduzione, della salute animale e della resistenza del territorio alle avversità. Il 2026, peraltro, è stato proclamato dalla Fao Anno Internazionale delle Praterie e dei Pastori (Iyrp).

Con l’entusiasmo e la cautela di chi raccoglie un’eredità preziosa, Frederic Arnault ha spiegato come per Loro Piana il legame con il territorio sia cruciale: approvvigionarsi delle migliori materie prime del mondo non è solo una necessità, ma una priorità strategica. La maison investe nelle regioni e nelle comunità con cui collabora, dal Perù alla Mongolia fino alla Nuova Zelanda, fornendo supporto a lungo termine per rafforzare la capacità locale e garantire la continuità delle catene di approvvigionamento di alta qualità.

Loro Piana ha attivato dal 2019 il protocollo di certificazione per una catena responsabile del cashmere con l’International Cooperation Committee of Animal Welfare (Iccaw) e la Sustainable Fibre Alliance (Sfa) e nel 2021 è arrivata la certificazione dei primi lotti di cashmere. L’approccio olistico “One Health” è essenziale. Due anni fa ci fu lo shock dello dzud, i temporali freddi della steppa orientale che si abbattono sulla salute animale, umana e sulla biodiversità e che hanno quasi decimato i greggi della capra rossa di Bayandelger, minacciando sia la sopravvivenza della razza sia i mezzi di sussistenza di oltre mille famiglie di pastori. Ora però già si contano oltre 650 neonati grazie alle azioni di “Resilient Threads”, tra cui lo Dzud Impact Report e il Centro Mobile One Health sul territorio.

A Ulaanbaatar, Loro Piana gestisce la sua unica manifattura fuori dall’Italia, dove vengono lavorate le fibre di cashmere, favorendo rapporti duraturi con cooperative locali e collaborando con pastori esperti per trasmettere la tradizione secolare di approvvigionamento delle fibre. Nella fabbrica operano mani esperte capaci di apprezzare al tatto la qualità del prodotto e di separare le parti migliori, ogni capo alla fine “genera” circa 300 grammi di lana, si fanno i lavaggi per scremare i grassi del filato grezzo, si imballa il prodotto finito. C’è nell’aria un odore aspro, qui capisci che non parliamo di una commodity, quanto di una filosofia di lavoro e di vita, che trae linfa dall’ossessione per la qualità.

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