Lirica, Bologna accelera sul fundraising, privati  in campo per il Comunale

Circa 2,7 milioni raccolti nel 2026 per le attività ordinarie e per i cantieri straordinari

Cantieri in corso al teatro lirico di Bologna, il Comunale, che dal prossimo 14 febbraio riporterà “a casa” le proprie attività artistiche, dopo quattro stagioni di ospitalità presso altre sedi della città, mentre la sede storica era (ed è) interessata dai grandi lavori di ristrutturazione finanziati dal Comune, attraverso fondi propri, regionali, statali ed europei, per un totale di circa 20 milioni di euro. La nuova stagione lirica (nove titoli di cui sette nella ritrovata Sala Bibiena) prenderà dunque il via il prossimo 2 marzo, in un teatro nuovo non solo nella struttura, ma anche nella proposta e nell’organizzazione.

Non sono cantieri solo fisici quelli in corso, infatti, ma anche cantieri di visione e contenuti, spiega la sovrintendente Elisabetta Riva che, dal suo insediamento a metà del 2025, ha dato un taglio fortemente manageriale e imprenditoriale alla gestione della fondazione lirica. «Il mio obiettivo, nei cinque anni del mio mandato, è quello di aumentare le fonti di introito della fondazione, aprendo maggiormente ai sostenitori e agli sponsor privati, senza tradire la nostra identità di istituzione culturale e artistica, ma aprendo a nuove sperimentazioni e nuove attività, che ci consentano anche di rendere più accessibile e più internazionale il nostro teatro, aumentando il pubblico di giovani e di spettatori dall’estero», spiega Riva.

Che si è messa al lavoro, assieme al consiglio di indirizzo, in questa direzione. Il bilancio 2025 si è chiuso con un valore della produzione di 26,4 milioni di euro (+5,5% rispetto al 2024) e un utile di 1,18 milioni, in significativo miglioramento rispetto al disavanzo di 1,6 milioni dell’anno precedente, riportando la fondazione all’equilibrio economico. Nel corso del 2026 sono inoltre aumentati gli spettatori, in crescita del 6,7% nei primi sei mesi rispetto allo stesso periodo del 2025, con un dato particolarmente interessante per gli under 18, quasi raddoppiati (+99%).

Ma, soprattutto, la nuova gestione ha impresso una forte accelerazione sul fronte del fundraising. «Quando sono arrivata, il contributo dei privati, tra donazioni e sponsor, era di circa 2,3 milioni. Quest’anno siamo già a circa 2,7 milioni grazie ai nuovi progetti lanciati», spiega la sovrintendente.

Due progetti sono legati al cantiere del teatro («Cantiere Itaca») e dunque hanno una scadenza: il primo riguarda il rifacimento di uffici e zona catering ed è finanziato da Alfasigma, storico sostenitore del Comunale, con una dote di 1 milione. Il secondo (anche questo attorno al milione di euro) interessa la ristrutturazione della sala interna, dei palchi, della volta e del portico, e vede coinvolti sei mecenati: Pelliconi, Alfasigma, Banca di Bologna, Reekep, IMA e Stefano Golinelli.

Insieme a quest’ultimo progetto, lo scorso novembre è stata presentata anche una innovativa formula di Corporate Memberhip («I 72 Nostoi») dedicata ai privati e rivolta anche a pmi e professionisti, grazie a una soglia minima di 15mila euro. A oggi sono 45 le aziende che hanno aderito ma il progetto, che punta a raggiungere un milione di euro, continuerà a svilupparsi fino al 2028.

Alla definizione di queste iniziative ha contribuito anche Andrea Compagnucci, delegato di Anfols (l’associazione delle fondazioni lirico-sinfoniche) proprio ai progetti di fundraising, che ha promosso anche le attività, di successo, dell’Arena di Verona e del Carlo Felice a Genova. «Oggi le fondazioni liriche hanno bisogno di risorse aggiuntive oltre ai fondi pubblici e ai ricavi da biglietteria – osserva Compagnucci –. Per realtà come Bologna servono circa 2 milioni di euro ulteriori l’anno, una cifra che deriva in parte dal fundraising e in parte da altre attività, come le visite del teatro e l’affitto degli spazi». Il Comunale di Bologna ha ampi margini di miglioramento in queste direzioni, assicura la sovrintendente Riva.

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