
Un sistema basato sull’IA raccoglie in forma anonima le esperienze dei cittadini su visite, esami e interventi: l’obiettivo è costruire una fotografia indipendente dei tempi reali e portare i dati alle istituzioni
Quanto si aspetta davvero per una cataratta in Lombardia? Non è una domanda semplice a cui rispondere. I dati sulle liste d’attesa sono disponibili attraverso i sistemi regionali e, dal 2025, anche attraverso la Piattaforma nazionale delle liste di attesa di Agenas, ma fotografare l’esperienza concreta del cittadino, struttura per struttura, può essere più difficile. Da questa considerazione nasce l’idea di Domenico De Felice, medico e opinionista di sanità, che ha realizzato un chatbot per raccogliere le segnalazioni dei cittadini sui tempi necessari per visite, esami e interventi legati alla cataratta in Lombardia.
Il progetto, presentato alla Milano Digital Week e trovate su www.oclombardia.com punta sulla partecipazione dal basso. Il cittadino può segnalare la propria esperienza e il sistema la raccoglie in forma aggregata, attribuendole un codice identificativo. I dati destinati alla consultazione pubblica non rendono identificabile chi ha effettuato la segnalazione e possono essere sottoposti a verifica amministrativa. L’idea è trasformare una serie di esperienze individuali in una fotografia complessiva, da mettere a disposizione delle istituzioni.
Il tema non è marginale. La cataratta è una delle procedure chirurgiche più frequenti: in Italia vengono eseguiti circa 650mila interventi ogni anno, secondo dati riportati dalla Società Oftalmologica Italiana e ripresi nel 2025 da Ansa. La grande numerosità rende quindi particolarmente significativo anche un sistema di raccolta delle esperienze dei pazienti. «La cataratta ricordo essere il secondo intervento in assoluto eseguito in Italia con circa 650.000 casi anno», scrive De Felice nel documento di presentazione del progetto.
Il problema è che dietro un numero nazionale si nascondono differenze territoriali e soprattutto tempi di accesso molto diversi. Una ricostruzione pubblicata nel 2024 indicava per la Lombardia un’attesa che poteva arrivare a circa un anno e mezzo per l’intervento di cataratta attraverso il Servizio sanitario nazionale, a fronte di tempi molto più brevi in regime privato a pagamento. Si tratta di un dato riferito a quell’epoca e non di un monitoraggio regionale aggiornato, ma dà la misura della distanza che può esistere tra il percorso pubblico e quello privato.
Nel frattempo il quadro normativo è cambiato. Il decreto-legge 73 del 2024, convertito nella legge 107 del 29 luglio 2024, ha introdotto nuovi strumenti per il governo delle liste d’attesa e stabilito che al cittadino debba essere garantita la prestazione nei tempi previsti dalla classe di priorità. Se il servizio pubblico non è in grado di rispettarli, la prestazione deve essere assicurata attraverso l’intramoenia o il privato accreditato, con il cittadino tenuto a pagare soltanto l’eventuale ticket.
La stessa riforma ha previsto una Piattaforma nazionale delle liste di attesa, realizzata da Agenas e resa disponibile nel giugno 2025. Il sistema raccoglie dalle Regioni dati su prenotazioni, classi di priorità, tempi medi di attesa e volumi delle prestazioni. L’obiettivo dichiarato è proprio quello di rendere misurabile il fenomeno e aumentare la trasparenza.
Eppure, secondo De Felice, resta uno spazio per un monitoraggio costruito direttamente dai cittadini. «Il vero polso della situazione non esiste», sostiene, proponendo un sistema indipendente che possa essere modificato e adattato alle diverse specialità e prestazioni.
L’intelligenza artificiale, in questo caso, non viene quindi utilizzata per prendere decisioni cliniche, ma come strumento organizzativo per raccogliere, classificare e confrontare informazioni. Il chatbot è pensato come un modulo di segnalazione: più cittadini partecipano, più il campione può diventare significativo. «Sicuramente un sistema che potrebbe essere implementato se ritenuto utile», scrive De Felice, sottolineando però che la qualità del risultato dipenderà dalla precisione e dalla reale partecipazione degli utenti.
La sfida è trasformare così le singole esperienze – spesso difficili da far emergere attraverso i normali percorsi amministrativi – in un dato collettivo. Non una nuova lista d’attesa parallela, dunque, ma un possibile strumento di controllo civico. Le segnalazioni vengono infatti destinate all’Osservatorio Cataratta Lombardia, che dovrebbe raccoglierle e renderle disponibili alle istituzioni.
La questione è particolarmente rilevante in una fase in cui il governo delle liste d’attesa è diventato una delle priorità della sanità pubblica. Nel gennaio 2025 i Nas avevano rilevato irregolarità nel 27% dei circa 3mila controlli effettuati nelle strutture sanitarie, con criticità che riguardavano anche la gestione delle agende, la chiusura delle disponibilità, l’uso delle classi di priorità e il ricorso all’intramoenia.
Il nuovo Piano nazionale di governo delle liste d’attesa 2026-2028, approvato nel giugno 2026, punta a rafforzare proprio monitoraggio, trasparenza, unificazione delle agende e percorsi di tutela. In questo quadro, il progetto lombardo prova a introdurre un ulteriore livello di osservazione: quello di chi la lista d’attesa la vive direttamente.
La cataratta, con centinaia di migliaia di interventi ogni anno, può diventare così un banco di prova. Non tanto per sostituire i sistemi istituzionali di monitoraggio, quanto per verificare se i numeri ufficiali riescano a restituire fino in fondo l’esperienza dei cittadini. E per capire se, accanto ai grandi cruscotti nazionali e regionali, un piccolo strumento costruito dal basso possa contribuire a rendere più visibile ciò che accade quando una prestazione sanitaria tarda ad arrivare.
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