
Nel terzo trimestre Kering prosegue il rilancio, ma Gucci perde ancora il 4%. Prada primo in Italia con ricavi a 4,5 miliardi (+4%)
I dati relativi al terzo trimestre e ai primi nove mesi del 2026 confermano come le incertezze globali continuino a pesare su molti gruppi del lusso. Il fattore comune, e fra i più gravi, è il rallentamento cinese, determinato dalla persistente crisi nel settore immobiliare del Paese e da mercati finanziari in difficoltà, fattori ai quali si è aggiunta una recente iniziativa delle autorità di Pechino volta a tassare i patrimoni detenuti all’estero, che sta penalizzando la clientela più ricca. Non è un caso che anche la società specializzata nel tax free shopping Global Blue, nel report “Luxury Shopping Insights 2026” presentato ieri, segnali che nella prima metà dell’anno i turisti cinesi che comprano beni di lusso nel mondo siano calati del 18%.
La terza trimestrale dell’anno conferma come il rilancio di Kering, a cui il ceo Luca de Meo sta lavorando seguendo il programma ReconKering lanciato sei mesi fa, sia ancora in progress: il gruppo ha chiuso i primi nove mesi a -2% e 10,5 miliardi a fronte di un terzo trimestre stabile. Gucci, che da solo genera circa la metà delle vendite del gruppo, è ancora in calo del 4% nel terzo trimestre. Resiliente il mercato americano, a fronte di un calo in area Asia-Pacifico, soprattutto, appunto, in Cina. «La ripresa di Gucci è la nostra più importante priorità», ha ribadito de Meo, per il quale l’efficienza ed elevazione dei marchi restano le prime leve strategiche. Il gruppo prevede di chiudere un totale di 125 negozi entro la fine dell’anno. Buoni i dati per Saint Laurent, Bottega Veneta e Brioni. In ulteriore crescita i dati della divisione Jewelry (+12%) ed Eyewear (+6%). Durante la conference call con gli analisti, la cfo Armelle Poulou ha detto che il contesto resta molto incerto e che i margini del gruppo nel secondo semestre non cresceranno rispetto al primo.
Migliori i dati del gruppo Prada, che chiude i primi nove mesi con ricavi netti a 4,541 miliardi, +15% anno su anno, e registra una crescita organica nei nove mesi del 4%. Rallenta, però, il terzo trimestre, con una crescita organica dell’1%. Il mercato più importante per il gruppo milanese, l’Asia-Pacifico, ha registrato +12% a cambi costanti, ma con andamento stabile nel terzo trimestre, con un traffico debole, ancora una volta, in Cina. Condizioni di mercato invariate, invece, in Europa, mentre segnano +33% le vendite nelle Americhe, a fronte di un forte calo del Medio Oriente (-23%).
Se il marchio Prada ha registrato vendite in aumento del 2% nei nove mesi, crescita scesa all’1% nel terzo [...]

