Lvmh delude il mercato con ricavi in flessione dell’1,6% a cambi correnti

Il gruppo ha registrato nei primi nove mesi una crescita organica del 2% a 57,1 miliardi. Il titolo ha perso il 40% da inizio anno a Parigi

La debolezza della domanda cinese pesa sui risultati del terzo trimestre di Lvmh. Nel periodo luglio-settembre i ricavi del gruppo francese hanno raggiunto 18,50 miliardi di euro, contro i 18,28 miliardi del terzo trimestre 2025. La crescita organica è stata pari all’1%, dopo il +3% del secondo trimestre e il +1% dei primi tre mesi dell’anno. Il dato evidenzia un rallentamento del ritmo di crescita rispetto al trimestre precedente, pur in presenza di andamenti divergenti tra le diverse attività del gruppo.

Tutte le divisioni hanno registrato un andamento positivo a livello di crescita organica, tranne Fashion & leather goods, che ha segnato una flessione delle vendite del 5% a 8,2 miliardi. Wines & Spirits (1,4 miliardi) e Watches & Jewelry (2,5 miliardi) sono le divisione con la migliore performance (+6%), mentre Perfumes & Cosmetics (2 miliardi) ha segnato, sempre a livello organico, un +1%. Positiva l’evoluzione del comparto Selective Retailing con un progresso dell’8% a 4 miliardi.

A New York il titolo ha reagito virando al ribasso, mentre a Parigi, la principale piazza di quotazione per il gruppo, le azioni hanno lasciato sul parterre il 40% del loro valore da inizio anno.

Nella call per illustrare i risultati del trimestre la direttrice finanziaria Cécile Cabanis si è soffermata in particolar modo sulla divisione Fashion & leather goods, anche incalzata dalla domande degli analisti. A livello di gruppo, la manager ha dichiarato di non ravvisare fattori strutturali che possano compromettere la ripresa del comparto moda e pelletteria. Una valutazione che segnala la fiducia nelle prospettive di recupero del segmento, pur in un contesto di mercato ancora complesso.

Parlando dei singoli brand ha tenuto a sottolineare che la performance di Louis Vuitton nel terzo trimestre non si è discostata significativamente dalla media e precisando che sul risultato del marchio ha inciso un problema logistico che ha sottratto poco più di un punto percentuale alla crescita organica nel periodo. La cfo ha inoltre escluso interventi drastici sulla politica commerciale, come un taglio dei prezzi, sottolineando che per Louis Vuitton non esistono scorciatoie per accelerare la crescita. La strategia del gruppo resta quindi orientata a preservare il posizionamento del marchio e il suo valore nel lungo periodo, senza ricorrere a riduzioni dei prezzi per sostenere la domanda.

Per Dior, l’andamento da inizio anno resta positivo, mentre il terzo trimestre ha registrato una sostanziale stabilità. Prosegue invece a ritmi sostenuti la crescita di Loro Piana, il marchio italiano specializzato nel lusso e nei tessuti di alta gamma.

Il rallentamento del comparto orologi e gioielli è legato principalmente al contesto macroeconomico e alla debolezza della domanda proveniente dalla Cina. La cfo ha inoltre indicato che gli aumenti dei prezzi nel segmento dovrebbero moderarsi, suggerendo un approccio più contenuto alla politica di prezzo.

Le geografie dei ricavi

Sul piano geografico, Stati Uniti, Europa e Giappone hanno registrato una dinamica positiva. Negli Usa i ricavi sono cresciuti organicamente del 5% nel terzo trimestre, dopo il +6% del secondo, portando il progresso dei nove mesi al [...]

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