
Il leader del Movimento dal palco di Nova fissa le priorità per il centrosinistra in caso di vittoria alle elezioni: «Nel primo Consiglio dei minstri abolire le misure che reprimono il dissenso politico»
«Mi sembra che emerga un mandato chiaro e ben preciso, dobbiamo costruire percorsi di pace, con la guerra non andiamo da nessuna parte. Le armi allontanano la pace». Ad affermarlo è il presidente M5S Giuseppe Conte dal palco di Nova (il percorso partecipativo per proporre un programma all’alleanza di centrosinistra). «C’è la necessità di investire dove davvero ci sono i bisogni dei cittadini, delle famiglie, delle imprese, no a una economia di guerra, no al riarmo – aggiunge -. Nel momento di massima sofferenza del Paese abbiamo creato i presupposti per costruire insieme cantieri di speranza, asili nido, scuole, per rafforzare la ricerca, le università l’innovazione, non per cantieri di guerra e arsenali pieni di armi».
«Sulla costruzione di percorsi di pace e di sicurezza vera, cioè la sicurezza cooperativa, non quella della deterrenza militare, non saremo mai soli», ha rilanciato il leader M5S. «C’è tutta la popolazione europea che sono sicuro ci appoggerà. E in ogni caso se Italia sarà capofila e protagonista di questa svolta, saremo contagiosi, perché quando hai coraggio e visione chiara sai essere contagioso», anche perché «la scommessa militare l’abbiamo vista per 4 anni e mezzo. Oggi occorre qualcuno che abbia la determinazione di dare un valore aggiunto alla svolta negoziale».
In caso di vittoria del centrosinistra Conte fissa l’agenda delle priorità: «Il primo Cdm dev’essere nella direzione molto semplice: abrogare le misure sulla giustizia e sulla sicurezza che reprimono il dissenso politico».
Il leader M5S ha dedicato un pensiero ad Alessandro Di Battista, dopo i suoi problemi di salute: «Visto che parliamo di una comunità, lasciatemi sollecitare un grande abbraccio a un compagno di questa comunità: Alessandro Di Battista, Dibba per noi. Siamo con te Ale. Torna con noi, abbiamo ancora tante battaglie che ci accomunano, fai presto».
«Grazie perché questo percorso lo avete fatto voi, è stato fatto insieme da 17mila partecipanti, 2mila tavoli di lavoro, 105 punti di incontro che sono state piazze di dialogo e democrazia, e vorrei sottolineare che non c’erano solo gli iscritti ma quasi la metà erano non iscritti, ringraziamo anche loro», ha sottolineato ancora Conte, che ha aggiunto: «È una comunità che si è allargata questa e da cui arriva chiara indicazione, volete decidere, e leggendo le proposte volete cambiare, trasformare finalmente questo Paese».
Conte ha poi spiegato il senso di fare a Milano là due giorni di evento, una città dove il M5S non raccoglie grandi consensi. «Milano è la capitale economia d’Italia e noi siamo a crescita zero, abbiamo intere filiere in difficoltà – ha puntualizzato -, abbiamo dimostrato di sapere far correre l’Italia e riaccendere i motori del Paese nel momento più duro della pandemia, quando siamo stati la locomotiva d’Europa». «Abbiamo le carte in regola per ripartire qui da Milano – ha concluso – e dare il messaggio che siamo una comunità forte».

