
Con la fine dell’estate e la progressiva scomparsa dell’abbronzatura, alcune irregolarità dell’incarnato possono diventare più evidenti. Macchie, discromie e differenze di colore che durante i mesi estivi sembravano attenuate emergono con maggiore chiarezza, insieme a una grana meno uniforme e a una minore luminosità del volto. Il fenomeno rientra nel più ampio quadro del photoaging, cioè l’insieme delle modificazioni cutanee legate all’esposizione ripetuta alla radiazione solare. Nel tempo il fotodanneggiamento può influire non solo sulla pigmentazione, ma anche sulla texture e sull’uniformità della superficie cutanea.
Cosa accade alla pelle durante l’esposizione solare
«Durante l’estate la pelle attiva diversi meccanismi di difesa», spiega il dottor Giovanni D’Alessandro, medico estetico a Milano e Conversano (Bari). «L’esposizione al sole favorisce innanzitutto la produzione di melanina, ma non è l’unico cambiamento. Aumenta anche la cheratina, con un ispessimento dell’epidermide, e si modifica la vascolarizzazione cutanea. Tutti elementi che incidono sul modo in cui la luce viene assorbita e riflessa». È anche per questo che un volto abbronzato può apparire inizialmente più uniforme, mentre con il progressivo schiarirsi dell’incarnato diventano più riconoscibili differenze di pigmentazione e aree disomogenee.
La diagnosi viene prima del trattamento
Parlare genericamente di “macchie” può essere fuorviante. Dietro una variazione di colore possono infatti esserci meccanismi differenti, e identificarli correttamente è il primo passaggio prima di qualsiasi trattamento. «È fondamentale stabilire la natura dell’alterazione», sottolinea D’Alessandro. «La macchia di natura melanica, chiamata melasma, è più scura ed è molto diversa dalla macchia da ispessimento dell’epidermide, chiamata ipercheratosi, cosi come quelle determinate da un aumento della vascolarizzazione, chiamata eritrosi. Per ognuna di queste macchie esistono laser specifici e soltanto il loro utilizzo sapiente porta a un miglioramento dello stato di salute della pelle»
Viso, mani e décolleté
Le aree più esposte alla luce solare non hanno tutte le stesse caratteristiche anatomiche. Viso, décolleté e dorso delle mani presentano differenze nello spessore cutaneo, nella presenza di ghiandole sebacee e follicoli piliferi e nella distribuzione di collagene ed elastina. «Sono variabili che incidono direttamente sulla scelta dei parametri», spiega lo specialista. «La tendenza è quindi quella di adattare il trattamento non soltanto al tipo di discromia, ma anche alla zona anatomica e alle caratteristiche individuali della cute». Tra le tecnologie impiegate in medicina estetica per intervenire su questi aspetti c’è Fraxel® Dual, laser frazionato non ablativo che tratta porzioni microscopiche di tessuto lasciando integre le aree circostanti
Fraxel Dual, un laser con due lunghezze d’onda
Fraxel® Dual utilizza due lunghezze d’onda, 1550 e 1927 nanometri, che consentono di agire a profondità differenti. «Il 1550 nm permette di raggiungere maggiormente il derma e viene utilizzato quando l’obiettivo è stimolare processi [...]

