Oltre trecento partecipanti a un convegno nel barese hanno manifestato sintomi di intossicazione alimentare dopo il pasto serale. Decine di persone sono state ricoverate in diversi ospedali, con un caso grave di setticemia

I congressisti erano oltre trecento, riuniti lo scorso 11 settembre in una struttura ricettiva di Turi per un evento organizzato da una multinazionale del settore energetico. I lavori sono andati avanti senza intoppi per tutta la giornata, scanditi dalle sessioni, dai coffee break e da una cena di chiusura, preparati da una sala ricevimenti locale. Tutto sembrava essersi concluso per il meglio, ma qualcosa, evidentemente, non è stato digerito. Dopo la notte, il 12 settembre, ogni congressista ha lasciato la struttura per fare ritorno alla propria città di provenienza, in Italia e anche all’estero. È stato proprio durante il viaggio di rientro che i partecipanti hanno iniziato a riportare i medesimi sintomi: nausea, vomito, diarrea, febbre e dolori addominali, tutti riconducibili a un disturbo gastrointestinale. I numeri, nel corso delle ore, hanno iniziato a crescere e il dubbio che non potesse trattarsi di un caso isolato si è fatto concreto, delineando i contorni di una intossicazione alimentare al momento solo presunta. Sarebbero decine le persone finite in pronto soccorso o ricoverate in vari ospedali, spesso nei luoghi di residenza. L’Asl di Bari ha precisato che le cause esatte dei malori non sono ancora chiare, ma le indagini epidemiologiche procedono. Al momento sono sei i casi oggetto di verifica da parte dei medici: due persone sono state dimesse a domicilio, mentre quattro si trovano ancora ricoverate. A destare particolare apprensione sarebbero però le condizioni cliniche di uno dei partecipanti, valutate come più gravi per aver sviluppato un principio di setticemia.

Il Dipartimento di Prevenzione della Asl ha fatto scattare i protocolli di sicurezza. L’attenzione degli ispettori e dei Carabinieri dei Nas si sta concentrando in modo specifico sul menù servito durante il pasto serale. In campo ci sono gli specialisti dell’igiene: il Servizio Igiene degli Alimenti di Origine Animale (Siav B), coadiuvato dai medici veterinari, e il Servizio Igiene degli Alimenti e della Nutrizione (Sian). L’obiettivo di queste ore è individuare tempestivamente gli ingredienti all’origine del focolaio, per chiudere il cerchio su quella che doveva essere una normale trasferta di lavoro e che si è trasformata, in poche ore, in una (brutta) corsa in ospedale.

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