Maltempo, piogge intense su Emilia-Romagna e Lombardia. Estesa allerta arancione

Temporali colpiscono Milano e gran parte dell’Emilia-Romagna, mentre il caldo estremo e la siccità aggravano le perdite nelle campagne italiane

Una breve ma violenta ondata di maltempo ha investito Milano intorno alle 13:30 di oggi, mercoledì 9 settembre, con una ventina di interventi dei vigili del fuoco, soprattutto per rami di alberi caduti, alcuni dei quali hanno bloccato la circolazione stradale.

L’ondata di maltempo che si è abbattuta su Milano non risparmia il Pirellone. In un video diffuso dal consigliere regionale, Luca Paladini, si vede il piano terra, area tornelli, del palazzo che ospita il consiglio regionale della Lombardia alle prese con infiltrazioni della forte pioggia. Gli inservienti sono alle prese con il passaggio di lavoratori e visitatori dell’edificio e il tentativo di asciugare i pavimenti. “Efficienza lombarda”, commenta sarcasticamente il consigliere di opposizione nel gruppo ’Patto Civico’ che ha reso pubblico il breve girato.

Torino, 9 set. (LaPresse) – In Emilia-Romagna l’allerta arancione per temporali emessa ieri solo per le province di Piacenza e Parma è stata estesa oggi, mercoledì 9 settembre, a gran parte della regione. La stessa allerta, sempre arancione, è ribadita anche per la giornata di domani per tutta l’area occidentale dell’Emilia-Romagna, dalla montagna e collina parmense fino al mare.

L’allerta di oggi, valida fin dalle 12, è di colore arancione per la montagna, alta e bassa collina e pianura piacentino-parmense, per la pianura modenese, reggiana e di Po, per la pianura bolognese, ferrarese e ravennate, per la bassa collina romagnola e per tutte le aree di costa.

“Associati ai fenomeni temporaleschi – si legge in una nota della Regione – si segnala la previsione di venti di raffica di elevata intensità (89 e 102 km/h), più probabili sulle aree di pianura centro-orientale e sulla costa. Per fenomeni temporaleschi, il colore arancione corrisponde al massimo livello di allerta. I temporali saranno progressivamente in transito dal settore occidentale – dopo un temporaneo esaurimento nella serata di oggi – fino a localizzarsi anche su Romagna ed Emilia centrale. Confermata l’allerta gialla per piene dei fiumi e del reticolo idrografico minore, per frane e dissesto idrogeologico”.

I fenomeni saranno in esaurimento nella serata. Nelle aree interessate dai rovesci, in particolare sui settori collinari e montani centro-occidentali, saranno possibili localizzati fenomeni di ruscellamento ed erosione, innalzamento rapido dei livelli nel reticolo idrografico minore e frane di tipo rapido su versanti fragili. Nel reticolo idrografico principale dei corsi d’acqua regionali si prevedono superamenti delle soglie 1 nei tratti montani e collinari, con conseguente propagazione nei tratti di valle.

Con una nota sul proprio sito, la Protezione Civile delle Marche ha diramato l’allerta meteo arancione. “A partire dalle ore mattutine di giovedì- si legge – si prevedono condizioni favorevoli allo sviluppo e al transito di intensi fenomeni temporaleschi diffusi e localmente persistenti, in particolare sui settori interni e settentrionali, che potranno determinare a fine giornata cumulate localmente elevate. I fenomeni, in prevalenza multicellulari, daranno luogo a frequenti fulminazioni, piogge a carattere di nubifragio, locali grandinate e forti raffiche di vento che potranno determinare criticità ed effetti al suolo, a causa della possibile persistenza dei fenomeni o della poca mobilità per interazione orografica con i rilievi”.

La Protezione civile del Trentino ha esteso fino alla mezzanotte di domani l’allerta maltempo per rischio idrogeologico. In base allo stato del territorio e alle previsioni aggiornate che indicano precipitazioni a tratti diffuse nella prossima notte e nella giornata di domani, l’allerta che avrebbe dovuto terminare alle 24 di oggi è stata dunque prolungata. La Protezione civile invita la popolazione a porre la massima attenzione alle condizioni dei luoghi da percorrere, anche con automezzi e veicoli, evitare di avvicinarsi ai corsi d’acqua e alle piste ciclabili prossime che si snodano vicino ai fiumi.

Il maltempo in arrivo sull’Italia si abbatte sui danni causati dal caldo estremo aggravando la situazione nelle campagne dove le perdite dei raccolti arrivano fino al’80% in alcune aree, mentre le aziende agricole sono schiacciate dall’aumento dei costi, tra energia, fertilizzanti e irrigazione per salvare le colture. E’ il nuovo bilancio stilato dalla Coldiretti sui danni causati dai cambiamenti climatici, ponendo ancora una volta l’esigenza di interventi strutturali per salvare il Made in Italy agroalimentare. Tra caldo estremo, siccità, grandine e roghi i danni all’agricoltura italiana hanno superato i tre miliardi di euro, secondo una prima stima Coldiretti.

Mais, riso, seminativi, foraggi e produzioni zootecniche sono tra i comparti maggiormente colpiti. In Piemonte il quadro è particolarmente grave: nelle aree non irrigue della Baraggia, tra Vercelli e Biella, il riso rischia cali del 70-80%, mentre per il mais si stimano perdite del 50-60% e per i foraggi intorno al 50%. In sofferenza anche i noccioleti, soprattutto gli impianti più vecchi, con cali del 20-30% rispetto alle annate medie. In Lombardia, caldo e siccità hanno costretto molti agricoltori ad anticipare la raccolta del mais, privilegiando il trinciato rispetto alla granella, con una perdita stimata fino al 30%. Anche la soia registra cali fino al 30% in alcune zone, mentre per i fieni si stima mediamente un terzo di produzione in meno. Nel riso il calo medio potrebbe attestarsi intorno al 15%, con criticità particolarmente accentuate in alcune aree della Lomellina.

Pesanti anche gli effetti sulla zootecnia: la produzione di latte è diminuita mediamente del 10-15%, mentre nelle aree montane la produzione di formaggio d’alpeggio potrebbe ridursi di circa il 20%. Situazione difficile anche in Veneto e Friuli Venezia Giulia, dove la filiera dei seminativi registra perdite stimate tra il 40 e il 60% a causa della combinazione di siccità e temperature elevate. In Veneto il deficit pluviometrico dall’inizio dell’anno idrologico è pari al 26%, con quasi 2,4 miliardi di metri cubi d’acqua mancanti rispetto alla media storica già a fine maggio.

Nelle aree montane prati e pascoli sono fortemente compromessi, con danni tra il 40 e il 60%, mentre latte e carne registrano contrazioni produttive tra il 20 e il 30%. In Emilia-Romagna il caldo prolungato ha ridotto di circa il 20% la produzione di mais nel Ferrarese, mentre grandine e problemi di aflatossine hanno provocato in alcune aree danni fino all’80%, rendendo parte del prodotto non idoneo all’uso alimentare. Frutta estiva e autunnale, dove non colpita dalla grandine, registra cali delle rese intorno al 20%, fino al 30%, con pezzature inferiori.

In Trentino caldo e siccità hanno determinato una contrazione del 9-10% del raccolto di mele, accompagnata da una riduzione delle pezzature. Critica anche la situazione dei foraggi, con il secondo sfalcio di fieno bruciato in quota tra malghe e pascoli. Nel Centro Italia le temperature elevate e la carenza di piogge continuano a mettere sotto pressione seminativi, ortofrutta, vigneti, oliveti e foraggi. Al Sud e nelle Isole il caldo e lo stress idrico stanno colpendo soprattutto l’ortofrutta, con effetti anche su oliveti, vigneti, foraggi e zootecnia (ANSA).

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