Manfredi: «Legame strettissimo fra sviluppo, coesione e riforme istituzionali»

Per il presidente dell’Anci «E’ urgente replicare in modo strutturale il metodo del Pnrr»

«L’obiettivo di migliorare l’Italia e far avanzare il Paese risolvendo i problemi deve essere il fine della politica a tutti i livelli, ma lo è in particolare per i sindaci che più degli altri si muovono fra le persone incrociando aspettative, bisogni e ansia di risposte». Gaetano Manfredi, presidente dell’Anci e sindaco di Napoli, parte dal «bisogno di concretezza che negli enti locali viviamo in modo impellente» per spiegare le ragioni che hanno portato l’associazione dei Comuni, istituzionale prima che politica e trasversale per natura perché le amministrazioni sono di ogni colore, a promuovere il Rapporto sulle «Leve per la crescita», curato da Roberto Garofoli.

L’analisi arriva nella fase conclusiva del Pnrr, di cui chiede di assumere l’eredità di metodo oltre ai frutti degli investimenti. Quale consuntivo si sta sviluppando, negli enti locali, di questi anni? 

Noi crediamo, senza alcuna enfasi, che l’esperienza del Pnrr vissuta dall’estate del 2020, attraversando tre Governi, due legislature e conflitti in Europa e nel mondo, sia stata inedita sotto molteplici aspetti e di successo. Certamente si poteva fare meglio, come sempre. Ma solo chi, come i sindaci, conosce ogni giorno la fatica di poter disporre delle giuste risorse per fare le cose e conosce le lungaggini, le inutili intermediazioni, gli anni, i decenni per portare a compimento le opere, sa che c’è un’altra via, ed è la possibilità di un cambiamento. Proprio per questo, nell’anno di compimento degli 80 anni della Repubblica, è importante raccontare lo stato del Paese in settori strategici, a partire dall’analisi dei dati, evidenziando l’impatto delle innovazioni, semplificazioni e avanzamenti di questi anni e valorizzando l’applicazione di un metodo di attuazione delle politiche pubbliche che riteniamo vada portato a regime.

Il sostegno a un lavoro così ampio non può nascere solo dalla volontà di “fare il punto”. Qual è l’ambizione reale?

Abbiamo promosso questa analisi, indubbiamente complessa e ampia, per evidenziare il legame strettissimo fra competitività e crescita, riduzione delle disuguaglianze e innovazione degli assetti istituzionali, individuando alcune prospettive e con esclusivo spirito di servizio. Operiamo con la consapevolezza che ogni missione è possibile se si fissano le giuste regole di ingaggio, si definiscono compiti ed obiettivi di ciascuno e se ci si muove tutti verso la stessa direzione con gioco di squadra per far crescere l’Italia. L’ambizione è quella di animare un dibattito, creare un luogo di confronto, mobilitare in modo sano e positivo forze politiche, istituzioni, le rappresentanze del sistema economico e produttivo. Avevo annunciato l’avvio di questa iniziativa l’anno scorso all’Assemblea nazionale di Bologna, e la speranza è che il lavoro sia un punto di partenza in grado di mobilitare chi ha cuore i tanti messaggi e prospettive indicate nel Rapporto con un percorso di elaborazione e di concretizzazione nei campi di rispettiva competenza ed azione. Dopo il Pnrr, si tratta di non disperdere i suoi tantissimi aspetti positivi. Il Paese deve invece andare avanti, e soprattutto essere consapevole che bisogna semplificare i processi, definire programmi e priorità, fissare compiti chiari.

Si tratta però di un modello nato in un’Europa ora al centro di molte critiche e attacchi, da sovranismi di vario colore. 

Per questo parliamo di modello Pnrr. Per affermare che c’è, e ci deve essere, un’Europa che aiuta a fare le riforme necessarie a semplificare la vita dei cittadini e delle imprese, che va resa più forte, coesa e capace di decidere. Per dire che le politiche pubbliche che servono si possono portare avanti con continuità anche attraverso fasi politiche diverse, che si possono cancellare regole anacronistiche, per ribadire che gli assetti istituzionali vanno adattati alle esigenze della società che cambia. E per non trascurare che abbiamo una classe dirigente valida, preparata, capace di raggiungere traguardi estremi e ambiziosi, che va organizzata meglio e va motivata. E sottolineare che il tempo è una risorsa limitata, e ogni inerzia è uno spreco economico, sociale e civile.

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