
Il gruppo siciliano punta a superare le 5mila camere in gestione. Dalle Isole Maggiori alla montagna, ora guarda anche a Milano e Roma
Mangia’s le strade del turismo le ha percorse un po’ tutte. Da piccolo tour operator a gestore e poi proprietario dei propri alberghi fino a diventare partner italiano di grandi fondi internazionali, come Blackstone o Arrow Global, con i quali intende ora spingere l’acceleratore per rafforzare il proprio posizionamento nel mercato dell’hôtellerie di lusso. Il gruppo siciliano ha già attivato risorse per trasformare le strutture 3 o 4 stelle in 5 o 5 stelle luxury, impiegando complessivamente 47 milioni tra il 2023 e il 2025 (di cui 15,2 milioni per le ristrutturazioni degli asset di proprietà e 32 per le acquisizioni). Investimenti che hanno consentito di riqualificare una parte delle strutture in portafoglio, arrivando oggi a un totale di 17 tra Sicilia e Sardegna, «che dovrebbero aumentare a 21 entro il prossimo anno», spiega il presidente e ceo del gruppo Marcello Mangia. Anche guardando al futuro, le risorse da impiegare non mancano: potendo contare sul supporto di banche e partner, nel triennio 2026-2028 il gruppo stima investimenti per circa 380 milioni.
«L’obiettivo è diventare la migliore management company dell’hospitality italiana, superando le 5mila camere», spiega il ceo, raccontando come il confronto con un colosso internazionale come Blackstone abbia finora accompagnato l’evoluzione organizzativa del gruppo, contribuendo al rafforzamento dei processi, delle competenze manageriali e del know-how. Oggi Mangia’s è socio di minoranza di una joint venture con Hotel Investment Partners (Hip), realtà controllata da Blackstone e al 35% dal fondo sovrano di Singapore Gic con in pancia 61 hotel e oltre 2.000 camere, che stando alle ultime indiscrezioni potrebbe avviare il processo di sbarco in Borsa già in autunno.
L’accelerazione di Mangia’s sulla strada dell’ospitalità di lusso è comunque già in corso: prima dell’estate la società ha annunciato Icona’s Collection, il nuovo brand dedicato all’ospitalità di alta gamma, che comprende Icona’s Costa Ragusa Resort e il Grand Hotel et Des Palmes a Palermo. Per il gruppo siciliano il segmento del lusso è oggi indubbiamente il più strategico e premiante, anche se in prospettiva non esclude del tutto il lancio di un brand legato ai 4 stelle con formule comunque superior e all-inclusive.
Al Costa Ragusa, dove in partnership con Arrow Global il gruppo ha recentemente riaperto e riposizionato due strutture ex Club Med, il progetto non si ferma. Alla destinazione si aggiungerà nel 2027 una terza struttura alberghiera, il Donnafugata Golf Resort & Spa, anch’essa rimasta chiusa per lungo tempo e dotata di due campi da golf. L’obiettivo è costruire una destinazione internazionale di fascia alta, facendo leva anche sulla vicinanza dell’aeroporto di Comiso. Nell’aprile del 2027, nel ragusano, a Scicli, Mangia’s inizierà anche a gestire un nuovo boutique hotel da 29 camere, ricavato da un ex convento del Seicento, una struttura che entrerà nella Icona’s Collection.
La crescita non riguarda però soltanto le Isole Maggiori. Il gruppo ha annunciato un nuovo progetto a Cervinia, confermando la volontà di puntare sulla montagna, considerata ormai non più soltanto una leva di destagionalizzazione. Il progetto in questo caso si lega a Borio Mangiarotti Reim che ad agosto ha annunciato l’avvio della riqualificazione dello storico Hotel Breuil-Cervinia, struttura originariamente realizzata nel 1937, che sarà trasformata in un nuovo hotel cinque stelle gestito da Mangia’s, con 135 camere e un’apertura prevista per la stagione invernale 2028/2029. «La riscoperta della montagna è solida, consistente e ha un futuro importante», sottolinea Marcello Mangia, ricordando come alcune località alpine siano ormai caratterizzate da due alte stagioni, sia quella invernale che quella estiva.
Accanto alle destinazioni leisure, la strategia del gruppo siciliano guarda sempre più anche alle città. A Palermo, dove il gruppo è già presente e gestisce l’Hotel delle Palme, sono previsti 18 milioni di investimenti per elevare la qualità delle camere e delle aree comuni e completare la spa. Ma in futuro l’espansione potrebbe riguardare anche altre metropoli. Milano e Roma in particolare, una volta conquistato lo scettro di mete dell’ospitalità di lusso per eccellenza, «potrebbero essere città strategiche per valutare investimenti del gruppo, sia che si tratti di nuove gestioni sia di eventuali acquisizioni». Nei piani non mancano inoltre formule di hospitality più innovative. Mangia’s guarda infatti con interesse alle brand residences: «È un trend molto forte e in fermento», spiega il management, lasciando aperta la possibilità di ampliare l’offerta delle strutture anche a questa forma di ospitalità.
La validità della strategia e del percorso intrapreso trova finora riscontro nei numeri. Nel 2025 la compagnia ha registrato 138,9 milioni di euro di ricavi aggregati, in crescita del 34% rispetto all’anno precedente, con un utile a 4,8 milioni e un’Ebitda a 16,7 milioni, in incremento del 68 per cento. Il patrimonio netto aggregato nell’ultimo bilancio raggiungeva invece i 190,5 milioni. «Ci aspettiamo di migliorare nuovamente le performance operative nel segmento luxury e upper-upscale, anche attraverso lo sviluppo di Icona’s Collection, che punta a raggiungere dieci proprietà iconiche tra city hotel e resort entro il 2031», conclude il presidente. Per il 2026 le prospettive della società sono di crescita a doppia cifra, con l’aspettativa di un ulteriore incremento del fatturato nell’ordine del 30 per cento.
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