
Il percorso serrato della manovra 2027 coinvolge ministeri, Parlamento e Commissione Ue, con dati Istat e scostamento di bilancio al centro delle decisioni politiche
La manovra 2027 si appresta ad entrare con prepotenza al centro dei dibattito politico, a seguito del ritorno della attività politica dopo la pausa estiva. Gli uffici tecnici dei ministeri già hanno iniziato dopo Ferragosto ad elaborare le priorità che saranno poi al centro degli incontri di settembre. Dalla questione dello scostamento di bilancio fino al giudizio della Ue, si preannuncia una sessione di bilancio impengativa, non solo alla luce delle tappe forzate che comporta l’iter di approvazione della manovra, ma anche per le elezioni politiche dell’anno prossimo: accorrerà trovare un equilibrio tra il rigore dei conti e la richiesta dei partiti di portare avanti le loro misure bandiera.
L’Istat pubblicherà il 22 settembre le revisioni ufficiali sui conti nazionali (PIL, deficit e debito) riferiti all’anno 2025. Dati fondamentali per definire i margini reali della manovra di bilancio per l’anno prossimo. Quest’anno la revisione è ancora più importante: visto che gli ultimi dati pubblicati ad aprile (deficit 2025 al 3,1% del Pil) avevano mancato per poco l’uscita dalla procedura d’infrazione per deficit eccessivo (bisognava stare sotto il 3%). Se la revisione, come avvenuto l’anno scorso, dovesse innalzare il Pil e portare quindi il rapporto al deficit sotto il 3%, si aprerebbero nuovi spazi per la manovra 2027.
Con le nuove regole di bilancio, il governo dovrà presentare il Documento programmatico di finanza pubblica (DPFP), che ha sostituito, potenziandolo, il contenuto della vecchia Nota di aggiornamento del Documento di economia e finanza (NADEF): qui ci saranno aggiornate le stime macroeconomiche con gli obiettivi programmatici di PIL, deficit e debito per il triennio 2027-2029. Non c’è una data precisa per la [...]

