
Il ministro della Salute Orazio Schillaci ha avanzato al ministero dell’Economia una lista dettagliata di richieste per 5,5 miliardi
Il verdetto finale sulle risorse in pista per la Sanità arriverà solo con l’articolato della manovra attesa la prossima settimana, ma dalla cornice che emerge nel Documento programmatico di Bilancio inviato a Bruxelles il numero che salta all’occhio è il decimale di Pil (lo 0,10%) a disposizione per la Sanità: 2,4 miliardi. Una cifra molto più bassa (meno della metà) di quanto chiesto dal ministro della Salute Orazio Schillaci che al Mef ha avanzato una lista dettagliata di richieste per 5,5 miliardi e dalle Regioni che chiedevano 18 miliardi in tre anni – circa 6 miliardi l’anno in più – di investimenti sul Servizio sanitario nazionale. Uno stanziamento, tra l’altro, che nel Dpb scende allo 0,08% del PIl nel 2028 e allo 0,07% nel 2029.
Schillaci nei prossimi giorni continuerà il suo pressing per far crescere la dote a disposizione che per il 2027 potrà contare anche su un miliardo ereditato dalla legge di bilancio dell’anno scorso che porta le risorse a 3,4 miliardi complessivi. Una cifra che equivale a poco più del 2% del Fondo sanitario nazionale – nel 2026 vale 143 miliardi – e che da sola è sufficiente giusto per attutire il peso dell’inflazione sulla spesa sanitaria a partire a esempio dai costi della farmaceutica. Il ministro Schillaci lavora da settimane a un cantiere molto ricco di possibili interventi: la priorità numero uno è quella del personale sanitario per il quale la richiesta è di 1 miliardo da destinare a liste d’attesa e assunzioni sul territorio (500 milioni), [...]

