
Il vicepremier: profitti giganteschi che derivano soprattutto dagli interessi e dalle commissioni pagati da cittadini, famiglie e imprese. Torriero (Abi): come banche abbiamo aumentato il gettito per lo Stato, sia con la legge di bilancio per il 2025 con 4,5 miliardi, e poi oltre 10,2 miliardi con la legge di bilancio per il 2026
Continua il botta e risposta e distanza sul contributo delle banche alla manovra 2027. A rincarare la dose è il vicepremier e segretario leghista Matteo Salvini, fautore fin dalla prima ora di un contributo degli istituti bancari alle nuove entrate della legge di Bilancio. «Sorprendenti le parole del presidente dell’Abi Antonio Patuelli, che tirando in ballo addirittura la Costituzione – commenta Savini – lamenta che i banchieri siano economicamente “mazzolati”». Ma arriva a stretto giro la replica di Gianfranco Torriero, vicedirettore generale vicario Abi: «L’intervento in manovra è assolutamente non concordato, diversamente da quello che è avvenuto negli ultimi due anni».
«I numeri, buon per loro, raccontano – continua Salvini – l’esatto contrario: 25,5 miliardi di utili nel 2022, 40,6 nel 2023, 46,5 nel 2024 e 47,5 nel 2025. E quest’anno si prevedono profitti per oltre 50 miliardi di euro. Nel frattempo, tra il 2022 e il 2025, le banche hanno chiuso 2.510 sportelli e lasciato a casa 12.900 dipendenti».
«Senza dimenticare – aggiunge [...]
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