Materie rare, meccanica, infrastrutture. Cile hub per le pmi in America Latina

Assocamerestero: politiche industriali e fiscali favorevoli per le imprese. Marocchino (Camera italiana in Cile): Grandi opportunità per chi investe sul lungo periodo

Un hub per l’America Latina ancora poco considerato dalle imprese italiane che, invece, nel Cile potrebbero trovare un Paese tra i più stabili del continente dal punto di vista politico ed economico, «ben organizzato e strutturato dal punto industriale, con una consolidata cultura del libero mercato e della concorrenza economica e una grande trasparenza nelle attività economiche».

Secondo Luciano Marocchino, imprenditore della moda e presidente della Camera di Commercio italiana in Cile (che fa parte del network delle 86 Camere di Commercio Italiane all’Estero, socie di Assocamerestero), questo è il momento giusto per investire in Cile: il nuovo governo presieduto da José Antonio Kast Rist, insediatosi lo scorso marzo, ha varato un piano economico e fiscale che punta a rilanciare gli investimenti industriali – compresi quelli esteri – riducendo la tassazione sulle imprese, incentivando l’occupazione e semplificando le procedure normative e burocratiche.

Inoltre, spiega Marocchino, dal febbraio del 2025 è in vigore un accordo commerciale tra UE e Cile, che ha eliminato i dazi sulla quasi totalità delle esportazioni europee e semplificato le regole sugli scambi. Già oggi l’Italia – nono fornitore del Cile con quasi 1,3 miliardi di euro di prodotti venduti nel 2025 secondo i dati del Maeci – è considerata un partner affidabile e di grande qualità, soprattutto nei beni tecnologici a destinazione industriale, quali la meccanica (prima voce dell’export), la chimica, le costruzioni e i trasporti. Ma anche comparti come agroalimentare e servizi si stanno affermando rapidamente. Più difficile, almeno sulla fascia media del mercato, la competizione nei settori del largo consumo, dove prevalgono ancora logiche di prezzo sebbene, assicura il presidente Marocchino, la cultura sta cambiando, soprattutto tra le giovani generazioni.

I margini di crescita sono enormi: l’Italia (quinto fornitore europeo) copre oggi solo il 2% del mercato complessivo, mentre Cina e Stati Uniti sono di gran lunga i principali partner del Cile, con il 32,7% e il 17% rispettivamente del commercio cileno. Tuttavia, spiega Marocchino, «per [...]

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