Matisse, le meditate suggestioni del viaggiatore in mostra al Mudec

La mostra Matisse, Il mondo in una stanza è visitabile al Museo delle Culture di Milano fino al prossimo 21 di febbraio

L’Andalusia, il Marocco, la Russia, Tahiti: quello di Henry Matisse fu un passaporto policromo, esattamente come la sua sincretica poetica che dei molti suoi viaggi abbevverò appieno. Perché instancabile fu la sua ricerca che si nutrì di oggetti provenienti dall’Africa con le sue sculture, di manufatti d’arte islamica o di japoneserie e insegnamenti cinesi. Il tutto in un condensato unico, dalla rielaborazione multisensoriale che aveva nel suo atelier, novecentesca fucina di un novello Efesto, il suo fulcro creativo.

E la sua fu una vera sfida per la tradizione occidentale, che inevitabilmente con lui si confrontava sull’eperienza, con buona pace dell’imperante mimesis, dei consolidati canoni e della prospettiva.

Divisa in otto sezioni la mostra, secondo le linee di un’accurata analisi filologica, riunisce circa 100 opere tra dipinti, lavori su carta, sculture e fotografie, provenienti dalle più blasonate istituzioni internazionali cui si affianca una variegata raccolta di manufatti, oggetti in grado di compenetrare la ricchissima trama di ispirazioni e riflessioni intessute da Matisse con artefatti provenienti dai luoghi in cui viaggiò e che furono, a vario titolo, determinanti nell’evoluzione della sua poetica. Immancabili le sezioni dedicate alle celebrate tavole di Jazz, edito da Tériade e quella dedicata alla Cappella del Rosario di Vence, in [...]

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