L’Europa si trova di fronte a «sfide straordinarie» che non possono essere affrontate da singoli Paesi, serve quindi una dimensione europea. L’Ue va dotata «di modalità di decisione più snelle e veloci». Il negoziato sul Quadro finanziario pluriennale Ue è «decisivo» perché non si tratterà solo di distribuzione di risorse ma di visione del futuro
È stato il primo a prendere la parola al vertice di Arraiolos in Slovenia. «Il più anziano e il più rispettato» lo definisce la presidente della Slovenia Pirc Musar e anche per questa ragione le parole di Mattarella sono state ascoltate e – soprattutto – condivise. Tre sono stati i concetti fondamentali che, del resto ripete da tempo ma alla luce del Consiglio europeo, acquistano ancora più senso.
Primo: l’Europa si trova dinanzi «sfide straordinarie» che non possono essere affrontate da singoli Paesi, serve quindi una dimensione europea. Pensare di poter fare da soli – dice il capo dello Stato – sarebbe «una fuga dalla realtà, un atto di autolesionismo».
Secondo: in questa dimensione serve dotare l’Ue «di modalità di decisione più snelle e veloci. Senza velocità di decisioni questi problemi, nella vita internazionale, verrebbero decisi da altri soggetti e in Europa ne subirebbero le scelte».
Terzo: il negoziato sul Quadro finanziario pluriennale Ue è «decisivo» perché non si tratterà solo di distribuzione di risorse ma di visione del futuro e quindi del «livello di ambizione con cui l’Europa intende affrontare le trasformazioni in atto. Mi auguro che sia adeguatamente ambizioso».
Naturalmente torna a parlare di difesa comune, argomento sul tappeto [...]

