MAXXI, la nuova governance alla prova dei conti e della successione a Stocchi

Il nuovo statuto introduce un direttore generale con mandato quinquennale. I conti 2025 offrono la base per misurare gli effetti della riorganizzazione, mentre si apre la selezione della direzione Arte

La successione a Francesco Stocchi rappresenta uno dei primi passaggi concreti della nuova organizzazione del MAXXI avviata lo scorso giugno con l’entrata in vigore del nuovo statuto della Fondazione. Stocchi ha concluso il mandato alla fine di giugno, dopo tre anni alla direzione artistica, in seguito a una separazione descritta come concordata con la Fondazione. Continuerà tuttavia a seguire alcuni progetti già avviati, tra cui la mostra dedicata a Gordon Matta-Clark.

Il nuovo statuto della Fondazione separa più nettamente l’indirizzo strategico dalla gestione operativa e ridisegna l’organizzazione delle competenze culturali. Tra le novità figura il superamento della direzione artistica, le cui funzioni vengono redistribuite tra i dipartimenti e un nuovo Comitato di gestione. Cambia anche il vertice amministrativo, con l’introduzione di un direttore generale dotato di mandato quinquennale. L’incarico è stato affidato a Paola Macchi, già segretaria generale della Fondazione, nominata ufficialmente il 13 luglio 2026 dal Consiglio di amministrazione su designazione del ministro della Cultura Alessandro Giuli. La riforma apre una questione che riguarda non soltanto la distribuzione delle responsabilità, ma anche la sostenibilità economica del nuovo assetto. Ci saranno cambiamenti nella struttura dirigenziale e nei costi di funzionamento?

Per ricostruire il quadro di partenza, l’analisi dei conti 2025 offre una fotografia della situazione economico-finanziaria del MAXXI prima dell’entrata in vigore del nuovo statuto. Il confronto con i bilanci dei prossimi anni consentirà di verificare l’eventuale impatto della riforma sulle spese per il personale, sugli organi istituzionali e sull’organizzazione interna, oltre che sui processi decisionali.

Nel 2025 i conti presentano un valore della produzione pressoché invariato, a fronte di costi in crescita e di ricavi che risentono sia delle limitazioni operative sia della variabilità delle diverse fonti di finanziamento. Il risultato d’esercizio è un sostanziale pareggio. Più che il dato finale, è la composizione delle entrate e delle spese a offrire indicazioni sulla capacità della Fondazione di mantenere l’equilibrio economico in una [...]

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