
Mazda CX-6e punta su stile, spazio e comfort. Tecnologia protagonista, ma il grande touchscreen non convincerà tutti.
Mazda sta cambiando e la nuova CX-6e ne è la prova. Oltre alla nuova berlina “6e”, la casa giapponese ha introdotto anche un grande suv elettrico che mette da parte quei valori di guidabilità che ha reso famosa Mazda da sempre. Al contrario, per questo modello, la casa di Hiroshima si è concentrata sulla tecnologia, lo spazio e il comfort. Il risultato è un tipo di veicolo completamente diverso.
Con i suoi 4,8 metri di lunghezza e 1,9 metri di larghezza la Mazda CX-6e appartiene alla famiglia dei grandi suv. Ma lo stile è studiato per mitigare imponenza ed evitare forme chiassose Questo è ottenuto grazie alle sue proporzioni, alla linea del tetto che va scivolata e a molti dettagli aerodinamici che conferiscono alla CX-6e un aspetto più dinamico.
Le superfici sono pulite ma non anonime. L’anteriore è molto gradevole e anche il lato posteriore è ben progettato, soprattutto la zona intorno ai montanti. In questo modo la CX-6e riesce a distinguersi senza ricorrere a soluzioni troppo appariscenti.
Mazda ha fatto un passo rischioso quando si tratta di colori offrendo oltre al suo famoso “Soul Red” anche tonalità più insolite, tra cui un profondo viola che rende la CX-6e ancora più riconoscibile.
Una volta a bordo la prima cosa che si nota una volta entrati nell’abitacolo è un enorme display orizzontale da 26,5 pollici e, soprattutto, la mancanza di un cruscotto davanti al guidatore. Questo display, è il vero centro di comando dell’auto. Da qui si gestiscono climatizzazione, modalità di guida, livelli di rigenerazione e molte altre funzioni. La grafica è moderna e il sistema risponde bene, ma la scelta di concentrare quasi tutto nello schermo non ci è sembrata la più pratica.
Per alcune operazioni bisogna passare attraverso diversi menu e, nella guida di tutti i giorni, qualche comando fisico in più non avrebbe certo guastato.
Come detto davanti al conducente non c’è nemmeno un classico quadro strumenti, scelta già fatta (e molto discussa) da Tesla per la sua Model Y. Anche Mazda si affida quindi a un head-up display che proietta le informazioni principali sul parabrezza. È nitido e facile da leggere, anche se piuttosto essenziale. Inoltre, se si usa come navigatore Google Maps e quindi Android Auto, non vengono proiettate le info sulla direzione da prendere, non essendo il sistema nativo Android. Il risultato è che per seguire un itinerario spesso ci si trova a spostare lo sguardo dalla strada all’ampio display che si trova leggermente sotto la visuale ottimale del guidatore. Ovviamente in aiuto arrivano le info vocali, che in questo specifico caso potremmo dire indispensabili per non distrarsi durante la guida.
La CX-6e condivide la base tecnica con la Mazda 6e ed è prodotta in Cina grazie alla collaborazione con Changan. Sotto il cofano c’è un motore elettrico da 255 CV montato sull’asse posteriore, alimentato da una batteria da 78 kWh. La CX-6e scatta da 0 a 100 km/h in circa 7,9 secondi e Mazda dichiara un’autonomia WLTP fino a 484 km per la Takumi con cerchi da 19 pollici.
Numeri buoni, anche se non da record. Ma è soprattutto l’efficienza a lasciare una buona impressione. Durante il test, il consumo si è attestato attorno ai 7,4 km/kWh, un risultato interessante per un Suv di queste dimensioni.
La ricarica rapida in corrente continua arriva fino a 200 kW e, nelle condizioni ideali, permette di recuperare energia in tempi abbastanza contenuti.
Chi cerca una Mazda da guidare con il coltello tra i denti resterà probabilmente un po’ deluso. La CX-6e ha un carattere molto più tranquillo. È fatta per viaggiare, per affrontare il traffico senza stress e per macinare chilometri nel massimo relax possibile.
La trazione posteriore e la distribuzione dei pesi dichiarata al 47:53 le regalano comunque un buon equilibrio. Lo sterzo è preciso e la vettura si lascia guidare con facilità, anche sulle strade più tortuose.
In autostrada dà probabilmente il meglio di sé. L’abitacolo è ben isolato e rumore di pneumatici e fruscii restano contenuti.
Lo spazio a bordo è uno dei punti forti della CX-6e. Davanti si viaggia comodi e anche chi supera una certa altezza trova posto senza problemi nella seconda fila. Il passo di 2,9 metri aiuta e il pianale piatto rende più vivibile anche il posto centrale.
Il bagagliaio da 468 litri non è tra i più grandi della categoria, ma c’è anche un piccolo vano anteriore da 80 litri, utile per sistemare i cavi di ricarica e altri oggetti.
La CX-6e arriva con una dotazione ricca già nella versione Takumi, che include tra le altre cose il tetto panoramico, i cerchi da 19 pollici, l’head-up display, la telecamera a 360 gradi e diversi sistemi dedicati al comfort.
La Takumi Plus aggiunge cerchi da 21 pollici sedili riscaldati e ventilati sia per i passeggeri anteriori che per quelli posteriori, e una soluzione decisamente più particolare: le telecamere al posto degli specchietti tradizionali. È una tecnologia che continua a dividere. Sulla carta è interessante, ma nell’uso quotidiano richiede un po’ di adattamento e la percezione delle distanze non è sempre immediata. Personalmente, gli specchietti tradizionali restano una soluzione più semplice e naturale.
La CX-6e non è la Mazda più divertente da guidare e non punta a diventarlo. Il suo terreno ideale è un altro: viaggiare comodi, in silenzio e con tanto spazio a disposizione.
Ha un design riuscito, interni accoglienti, una buona efficienza e una dotazione completa. Il grande touchscreen può piacere oppure risultare eccessivo, mentre alcuni dettagli tecnologici, come le telecamere al posto degli specchietti, sembrano più un esercizio di stile che una reale necessità.
È una Mazda diversa da quelle che conoscevamo, meno sportiva e più digitale, ma non priva di carattere. Per averla mettete in preventivo una spesa di 46,750 euro per la versione Takumi “normale”. Qualche migliaio di euro in meno delle varie Tesla Model Y Premium o BYD Sealion 7 Comfort con cui andrà a competere sul mercato.
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