
Primo via libera alla riforma che riduce l’area della responsabilità penale. In pista anche le misure per introdurre flessibilità e certificazione delle competenze. Forza Italia: in Senato correggeremo la norma sui medici no vax reintegrati
È pronto a diventare strutturale lo scudo penale già previsto durante il Covid e poi prorogato più volte. Grazie a una modifica del Codice penale il sanitario che commette reati di lesioni o omicidio colposo nell’esercizio della propria attività sarà punibile solo per colpa grave, a condizione che abbia seguito linee guida accreditate o buone pratiche. La misura subito operativa è contenuta nel Ddl delega di riforma delle professioni sanitarie che incassa oggi il sì della Camera e che tra le altre cose prevede anche il contestato reintegro dei medici no vax. Una norma, quest’ultima, approvata anche grazie ai voti di Futuro Nazionale di Roberto Vannacci che spacca la maggioranza e in particolare Forza Italia che ora promette di volerla cambiare nel momento in cui il testo andrà al Senato per il passaggio finale: “Quando il testo arriverà a Palazzo Madama, il nostro gruppo farà la sua parte per correggerlo perché la salute dei cittadini e la credibilità della professione medica vengono prima di ogni bandiera ideologica”, sottolinea Stefania Craxi, presidente dei senatori di Forza Italia.
Lo scudo appena entrerà in vigore restringerà l’area della responsabilità penale – quella civile non cambia – esonerando il medico da condanne in caso a esempio di errori per imperizia lieve ma anche in quei casi di imprudenza e negligenza come potrebbe capitare a un medico di pronto soccorso con troppi pazienti da visitare che commette uno sbaglio. Per accertare la colpa o il suo grado si terrà conto anche delle condizioni in cui lavora e cioè se c’è carenza di personale, se le terapie sono disponibili o se siamo in presenza di una situazione di emergenza. Tra gli obiettivi della misura c’è quello di provare a ridurre il fenomeno della medicina difensiva: il fatto cioè che il medico proprio per evitare contenziosi prescriva visite e esami non sempre necessari con costi che si stimano tra i 10 e i 15 miliardi l’anno. La riforma oltre allo scudo penale contiene una delega che autorizza il Governo ad emanare uno o più decreti legislativi entro sei mesi per potenziare le misure a favore del personale e provare ad arginare la fuga di medici e infermieri dal Ssn. Una riforma che non stanzia nuove risorse e che come ogni delega disegna una serie di direttive e principi generali da attuare. Tra gli interventi in cantiere, la possibilità di prevedere forme flessibili di impiego dei medici specializzandi, il taglio della burocrazia per il personale e meccanismi premiali legati a sistemi di valutazione collegati anche alla riduzione delle liste d’attesa.
In pista anche il restyling della disciplina degli ordini delle professioni sanitarie e delle federazioni; in particolare [...]
Articolo precedente
Clima, disagio psicologico e iniquità: foto impietosa di un’Italia «ferma»

