
La premier con Merz e De Wever ha copresieduto il gruppo di lavoro informale sulla competitività e rilanciato la riforma Ets. Domani il vertice Med9 a Spalato
Mentre attende la risposta di Ursula von der Leyen alla lettera con cui ha chiesto ulteriore flessibilità legata all’inflazione, Giorgia Meloni cerca alleati sul dossier del costo dell’energia e della riforma dell’Ets in vista del Consiglio europeo del 14-15 ottobre. Lo ha fatto oggi, copresiedendo con il tedesco Friedrich Merz e il belga Bart De Wever il gruppo di lavoro informale sulla competitività e lo farà domani al vertice dei Med9, il gruppo dei nove Paesi Ue del Mediterraneo a cui parteciperà la stessa presidente della Commissione Ue.
Alla videoconferenza sulla competitività, oltre a Italia, Germania e Belgio, hanno partecipato altri sedici Stati: Austria, Bulgaria, Cipro, Croazia, Estonia, Finlandia, Grecia, Lettonia, Lituania, Polonia, Repubblica Ceca, Romania, Slovacchia, Slovenia, Svezia e Ungheria. Netta l’urgenza sottolineata da Meloni: lavorare affinché il vertice europeo di metà ottobre «dia indicazioni politiche chiare e concrete, in particolare per ridurre il costo dell’energia e tutelare la competitività dell’industria europea», come ha informato una nota di Palazzo Chigi.
In questo quadro la premier ha richiamato e rilanciato la proposta di revisione profonda del sistema Ets in sei punti messa a punto con il primo ministro ceco Andrej Babiš: si va dall’utilizzo della Market Stability Reserve per evitare che l’Ets contribuisca ad accentuare la pressione sui costi delle imprese alla richiesta di proteggere maggiormente i settori industriali più esposti, dalla ceramica all’acciaio, dal cemento ad altri comparti energivori, introducendo temporaneamente altra flessibilità nell’assegnazione delle quote gratuite; dalla sollecitazione di «misure temporanee» per limitare la trasmissione del costo della CO2 sui prezzi all’ingrosso dell’elettricità a quella di sospensioni o flessibilità temporanee sui vincoli regolatori suscettibili di aggravare le difficoltà di approvvigionamento energetico. Ma c’è anche l’istanza di rinviare l’entrata in vigore sia dell’Ets2 (fissata al 2028) sia del Regolamento europeo sul metano, prevista invece il 1° gennaio 2027: un nuovo set di regole che anche secondo Parigi e Berlino potrebbe rendere più difficile e costoso ricorrere a fornitori alternativi, con impatti possibili su sicurezza e costi degli approvvigionamenti italiani.
Unanime l’appello dei 19 Paesi: alla luce del difficilissimo contesto internazionale, «eliminare o rivedere tutti gli obblighi europei non necessari, sproporzionati o controproducenti». Tutto per rafforzare la capacità della Ue di competere sui mercati mondiali, garantendo condizioni di concorrenza più eque e un miglior accesso ai mercati esteri per le imprese del Vecchio Continente.
Il tema sarà all’ordine del giorno anche della riunione Med9 (Italia, Spagna, Francia, Portogallo, Grecia, Cipro, Malta, Slovenia e Croazia) in programma domani a Spalato, in Croazia, che sarà articolata in tre sessioni e si concluderà con un documento finale. La prima sarà dedicata a uno scambio di vedute sul nuovo Quadro Finanziario Pluriennale 2028-2034. Gran parte dei leader presenti condivide l’esigenza di tutelare Coesione e Politica Agricola Comune, su cui Meloni insisterà, e ha firmato la lettera degli «Amici della Coesione» sottoscritta da 17 Stati lo scorso marzo e indirizzata a Bruxelles.
Grande assente, il premier spagnolo dimissionario Pedro Sánchez, con cui la premier aveva condiviso la battaglia in difesa dei fondi strutturali ma poi aperto la crisi diplomatica dopo i fatti di Ceuta e la decisione di sospendere l’accordo di Schengen. In compenso a Spalato, tra i leader accolti dal primo ministro croato Andrej Plenković, sono attesi il presidente francese Emmanuel Macron (alle prese con superdebito e proteste sociali, potrebbe essere un’utile sponda dell’Italia sull’inflazione) e, come ospiti, anche il presidente del Consiglio europeo, António Costa, il principe ereditario di Giordania, Husayn ibn ‘Abd Allah, e il principe Alberto di Monaco. Invitato speciale, quest’ultimo, alla seconda sessione del summit, centrata sul clima e la salvaguardia degli oceani.
Il momento finale riguarderà il Medio Oriente e vedrà rinnovare la solidarietà e la vicinanza ai Paesi del Golfo, anche guardando al prossimo vertice Ue-Consiglio di cooperazione del Golfo che si terrà a Riad, in Arabia Saudita, il 24 ottobre. Poche le speranze di veder cessare le ostilità e riaprire Hormuz. Ma il filo teso con emiri e sceicchi è ritenuto di importanza cruciale. A maggior ragione in ottica di Mediterraneo allargato.
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