
La presidente del Consiglio rivendica le riforme delle professioni varate dal suo governo
Prima un riconoscimento: «Il notaio è custode della legge, una sorta di magistrato del contratto che assicura la legalità della negoziazione. Ma rappresenta anche un alleato prezioso dello Stato nella prevenzione e nel contrasto dei reati, particolarmente quelli che riguardano le frodi e il riciclaggio». Poi la rivendicazione: dal Governo è arrivato «il più ampio e corposo pacchetto di riforme della storia repubblicana destinato alle professioni. Un percorso organico di riordino, di riammodernamento, di razionalizzazione che ha attraversato tutti gli Ordini professionali e che i professionisti aspettavano da decenni».
Giorgia Meloni interviene al 62° Congresso nazionale del notariato nel giorno del quarto compleanno del suo Esecutivo, il più longevo dalla nascita della Repubblica. In ore complesse, tra i blocchi dei tir e il timore di nuovi disordini di piazza, la premier riceve in dono dal presidente Vito Pace un sigillo e un mazzo di fiori tricolore. E prende spunto proprio dai notai – «Siete i professionisti della fiducia, ogni volta che apponete il vostro sigillo dite a una persona “puoi stare tranquillo, quello che hai costruito è al sicuro”» – per affermare che quattro anni fa, «giurando sulla Costituzione, abbiamo firmato un contratto con gli italiani» e che il rispetto di quel patto ha rappresentato la stella polare dell’azione del Governo. «La fiducia – sottolinea la presidente del Consiglio – non si eredita e non si pretende. Si conquista giorno per giorno, si rinnova ogni mattina come una firma da apporre di nuovo. E così ogni singolo giorno vogliamo meritare quella che gli italiani hanno riposto in noi».
La platea, dove siedono i ministri Ciriani, Calderone, Nordio, Zangrillo oltre al sottosegretario Alfredo Mantovano, applaude calorosamente. Anche perché verso i professionisti, nel Paese d’Europa che ne conta di più, Meloni spende parole al miele: «Pensiamo che [...]

