Ai dem almeno 235 seggi alla Camera, contro i 218 necessari alla maggioranza. Al Senato strappano sei o sette seggi, compresi stati conservatori quali South Carolina, Texas e Kansas. Il «ripudio di Trump», che accetta i risultati.
Notte di celebrazioni elettorali per i democratici americani, che hanno conquistato nella notte il Senato e sono parsi destinati a imporsi con una netta maggioranza alla Camera, rifilando una cocente sconfitta al partito repubblicano e all’amministrazione di Donald Trump. I repubblicani hanno perso anche influenti poltrone di governatori statali. E’ raro che un partito ribalti gli equilibri in entrambi i rami del parlamento in un solo appuntamento elettorale.
Trump ha ammesso la sconfitta, allontanando lo spettro di ricorsi e polemiche: «Intendo assolutamente accettare questi risultati», ha detto al New York Times. «Sono disposto a lavorare assieme», ha aggiunto. Ha inoltre cercato di prendere le distanze dalla sconfitta repubblicana, dicendo che lui non era candidato a queste elezioni e che se lo fosse stato «avremmo vinto». Alla Cbs ha aggiunto: «Congratulazioni ai democratici, lavoreremo per il bene del Paese».
A scrutinio ancora non completato, ai democratici venivano assegnati almeno 235 seggi alla Camera rispetto ai 214 che avevano e ai 218 necessari ad una maggioranza. In Pennsylvania, i dem hanno vinto tutti e quattro i seggi di deputati presi di mira.
Ma è stato il Senato teatro delle corse più drammatiche e simboliche del vento di cambiamento nel Paese. Nella nottata i dem hanno strappato almeno sei seggi e forse sette ai repubblicani, ben più dei quattro necessari.
Il successo dem più eclatante è arrivato dal Texas, da decenni roccaforte repubblicana: James Talarico si è imposto di slancio contro il repubblicano Ken Paxton. L’ultimo senatore dem eletto in Texas era stato Lloyd Bentsen nel 1988. I democratici hanno strappato qui anche la poltrona di governatore, con Gina Hinojosa che ha surclassato Greg Abbott a caccia di un quarto mandato.
I dem hanno poi ribaltato seggi in North Carolina e in South Carolina, quest’ultimo tra gli stati più conservatori del [...]
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