
Il ministro della Difesa Crosetto: «Come concordato con le Autorità di Baghdad, le forze armate italiane, insieme a quelle degli altri Paesi della Coalizione e della NATO presenti in Iraq, hanno lasciato il territorio iracheno entro la scadenza del 30 settembre»
Di tutte le Forze armate italiane che sono state dispiegate in Iraq negli ultimi 12 anni, con la fine di settembre rimarranno nel Paese solo due Carabinieri impegnati nell’ambito della missione dell’Unione Europea EUAM Iraq, autorizzata dal Governo iracheno. Ne ha dato notizia in una nota, pubblicata martedì 29 settembre, il ministro della Difesa, Guido Crosetto.
Complessivamente, considerando sia i reparti inseriti nella cornice multinazionale sia le unità di supporto e addestramento bilaterale, la forza media italiana ha raggiunto i mille militari effettivi. L’Italia è stata tra i Paesi occidentali che hanno fornito il maggior contributo alla missione.
«Con il rientro degli ultimi militari impegnati nel recupero e nel trasferimento dei materiali logistici – ha chiarito Crosetto -, si conclude oggi (martedì 29 settembre, ndr) la presenza delle nostre Forze Armate in Iraq. L’Operazione Inherent Resolve (OIR) della Coalizione internazionale (denominata in ambito nazionale “Prima Parthica”, ndr) e la NATO Mission Iraq continueranno infatti a operare da altri Paesi. La NATO Mission Iraq, in particolare, rimarrà operativa dalla sede temporanea di Lago Patria, in provincia di Napoli, presso il Joint Force Command Naples della NATO».
«Come concordato con le Autorità di Baghdad, le forze armate italiane, insieme a quelle degli altri Paesi della Coalizione e della NATO presenti in Iraq, hanno lasciato il territorio iracheno entro la scadenza del 30 settembre. Da domani (mercoledì 30 settembre, ndr), quindi, viene meno la nostra presenza militare in Iraq. Non per una decisione italiana, ma perché entriamo in una fase diversa, concordata con le Autorità irachene e con i Paesi partner, che prevede la piena assunzione di responsabilità da parte delle forze di sicurezza irachene».
Nel fare il punto Crosetto spiega che «si conclude così un impegno durato dodici anni, nel corso dei quali migliaia di nostri militari hanno operato in Iraq, contribuendo alla lotta contro Daesh, alla sicurezza del Paese e alla formazione delle Forze Armate irachene e delle forze di sicurezza del Kurdistan iracheno. Il rientro delle nostre forze armate – sottolinea il ministro – non significa però la fine del rapporto con un Paese importante e amico, né preclude future forme di collaborazione e cooperazione. Al contrario, vogliamo rafforzare questo legame. Cambia la forma del nostro rapporto: meno presenza militare sul terreno e sempre più collaborazione, formazione, scambio di competenze e sviluppo delle capacità delle Forze Armate irachene. È una nuova fase – continua il responsabile della Difesa -, nella quale l’Iraq assume direttamente una responsabilità sempre maggiore per la sicurezza del proprio territorio e nella quale l’Italia intende continuare a fare la sua parte».
Il rientro italiano era già in larga parte completato dal marzo 2026. Nelle ultime settimane sono rimasti in Iraq soltanto i team necessari al recupero e al trasferimento dei materiali.
L’ European Union Assistant Mission (EUAM) in Iraq è una missione civile consultiva dell’Unione Europea istituita nell’ottobre 2017 su richiesta del Governo iracheno per supportare l’attuazione della riforma del settore della sicurezza civile. La missione ha sede a Baghdad e dispone di un ufficio a Erbil. Il mandato, inizialmente previsto per un anno, è stato più volte prorogato dal Consiglio della Ue. EUAM Iraq assiste l’ufficio del Consigliere per la sicurezza Nazionale, il ministero dell’Interno e altre autorità competenti responsabili della riforma del settore sicurezza civile. I due Carabinieri sono inseriti nello staff internazionale, impiegato in incarichi di natura consulenziale, di pianificazione e di supporto alla missione.
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