Minori segnalati, nuovo record: un quarto per rapine su strada

[Secondo Titolo visualizzato in Homepage]Nel 2025 39.600 soggetti, circa 1.400 in più sul 2024 (+34% dal pre pandemia)

Dopo la pandemia il numero di minori denunciati, fermati o arrestati continua a salire e nel 2025 ha raggiunto un nuovo record. Sono 39.600 i minori segnalati registrati dal ministero dell’Interno, circa 1.400 in più rispetto al 2024. Un numero che, sul totale delle persone denunciate all’autorità pubblica, ha un’incidenza di poco meno del 5%, con un trend che però sale del 34% dal 2019.

Quanto ai tipi di reato, l’incidenza è più elevata per i crimini predatori. Su 10.986 persone denunciate o arrestate per rapine messe a segno in pubblica via, 2.837 sono minorenni: è il reato in cui sono più coinvolti, con un’incidenza del 25,8 per cento. Segue la rapina con 4.182 denunce di minori (18,1% sul totale dei soggetti segnalati).

Sondrio vince il primato in tema di criminalità giovanile: 215 denunce nei confronti di under 18 su 2.221 totali, il 9,7%, contro un’incidenza media nazionale del 4,7 per cento. Modena arriva seconda, con una quota di minori sul totale delle persone denunciate o arrestate dell’8,3% (841 su 10.150). A pari merito Lecco, Gorizia e Reggio Emilia con il 7,7 per cento. Sul fondo della classifica Crotone (1,7%), anticipata da Avellino e La Spezia dove i minori sono l’1,8% del totale.

«Negli ultimi anni abbiamo registrato una crescita della devianza giovanile che in alcuni casi sfocia in reati» spiega il sindaco di Modena, Massimo Mezzetti. «Comune, Forze dell’Ordine e Prefettura stanno affrontando il fenomeno con grande attenzione e in stretto coordinamento. Sul dato può incidere anche l’intensificarsi dei controlli: più si presidia il territorio, più aumenta la capacità di intercettare comportamenti illegali».

L’amministrazione comunale è intervenuta con l’introduzione di una nuova figura, gli school tutor, «personale degli istituti di vigilanza che opera in coordinamento con la Polizia Locale, osserva le dinamiche tra i ragazzi, interviene per prevenire l’escalation dei conflitti e, quando necessario, attiva le Forze dell’Ordine» per «esserci prima che una situazione degeneri».

E poi, continua Mezzetti, l’impegno sulla rieducazione: «Chi provoca un danno deve comprenderne le conseguenze e, dove possibile, ripararlo, anche attraverso attività socialmente utili. Non per punire simbolicamente, ma per educare alla responsabilità».

Un approccio proficuo per la garante per l’Infanzia e l’Adolescenza Marina Terragni: «Tutto quello che comporta l’entrare in relazione reale con i ragazzi che hanno sbagliato è un approccio interessante e fecondo. Le relazioni reali sono le più importanti, ma anche sempre più rare e rarefatte».

Sui dati, la Garante richiama l’attenzione sull’accoglienza, basandosi anche sul recente studio dell’Autorità sui minori stranieri non accompagnati. «Quando vanno in comunità aperte – dice – il rischio di incappare nella giustizia è più alto rispetto a quando sono accolti dai centri di accoglienza e integrazione gestiti dagli enti locali, dove la presa in carico è più completa».

Le relazioni sono rese ancora più fragili da social media, web, interazioni virtuali che portano a iperconnessione e dipendenza digitale. «Lì si radicano gran parte delle problematiche che stiamo riscontrando» allerta la Garante. Un altro tema caldo sono proprio i reati a sfondo sessuale: il 7,6% dei sospettati sono minori, e il numero sale fino a uno su dieci per “sfruttamento della prostituzione e pornografia minorile”. «Le piattaforme di pornografia rendono l’approccio alla sessualità devastante e sono ricercate da ragazzi sempre più giovani: i maschi iniziano a 12-13 anni, le ragazze verso i 14. Per prevenire tentativi di emulazione, bullismo e rischi di abuso sessuale, occorre il rispetto, che si coltiva nella rete di relazioni personali».

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