
Che si tratti di attrice o soltanto di messinscena da buontemponi non è dato sapere
Ammantata di mistero, di nero vestita, non ha il mantello e neppure la scopa d’ordinanza, ma un lungo soprabito sui pantaloni affusolati in total black. Alle porte della contrada dell’Istrice, giunta in quel della Magione, si presenta la “STREGA”: ed è subito un susseguirsi di voci, di scongiuri e apotropaici toccamenti, e chi più ne ha più ne metta.
Che sia davvero una maga?
Una Eris felpata, longilinea e bella, va detto, con quella pettinatura da far invidia alla blasonata malvagia di Biancaneve perfino! Tutta compita nel ruolo, con due borse griffate al braccio, ed elegantemente sinuosa, che si sa il nero sfila e aiuta…
In pochi, se hanno dubbi sulla sussistenza (le streghe, è ormai cosa certa, apparterrebbero soltanto all’oscuro passato di roghi e dicerie) sarebbero però pronti a esitare davanti alla malasorte e sospettare. Il dubbio fa vacillare ogni certezza in quel delle contrade. E giù di interrogativi maldestri: perché la signora di nero vestita si è presentata davanti alla chiesa di San Pietro alla Magione, che un tempo fu dei Templari e poi dei cavalieri di Malta? E perché ha girato per gran parte della città? Dubbi amletici!
La nostra incantatrice, presentatasi all’Istrice, dai i guardiani di contrada è alfine respinta, con sovrappiù di cospargimento di sale per le strade onde scacciare la malasorte!
Ahi, ahi, si dice abbia vaticinato più vittorie della Lupa, la contrada nemica dell’Istrice! “Io però non vado oltre il nostro confine” dice un contradaiolo impegnato a scacciarla, più impaurito che sospettoso, mentre lei si fa beffe in un ghigno assai arcano.
L’enigma non si scioglie facile, e ciò è ben chiaro in questo 16 agosto dei misteri. Lei si allontana e vacilla, il passo felpato d’oscuro. L’immancabile video (ci voleva, perdinci!) a riprendere la scena, fa proseliti in chat.
Ora che si tratti di attrice inviata dai nemici della Lupa, o soltanto di messinscena da buontemponi (che a Siena non mancan di certo) non è dato sapere. E se fosse soltanto una passante particolarmente freddolosa? Fatto sta che, con la canicola incombente, nonostante la pioggia (che già puzza di influssi malvagi del tempo), una vestita di tutto punto, con tanto di soprabito lungo, e pantaloni e il bistro allo sguardo, beh di certo non passerebbe inosservata! E la pirandelliana patente con una tal mise è bell’e assicurata, facile facile, tanto più in questi giorni! Che poi, di macumbe non s’ha mai bisogno, tanto meno al Palio di Ferragosto!
Che sia tutta una burla?
Ma a Siena si sa, con i riti non si scherza, tantomeno nelle giornate di un Palio che da secoli si ripete costante in gloria della Madonna di Provenzano e poi dell’Assunta. Ma se si aggiunge che perfino il maltempo, in queste giornate di caldo asfissiante, rovina la festa, col tufo fradicio e la bandiera verde per due giorni di fila, beh allora ce ne è abbastanza, e fin troppo in città!
Aggiungasi poi che quest’anno la Madonna del drappellone aveva sembianze non proprio delicate, sgradite a molti senesi che lo hanno hanno ribattezzato al maschile “il Madonno”! E poi si è pronunciato contro anche il vescovado, e poi ancora sulla tela ci sono pure i pesci che “invariabilmente hanno portato l’acqua”, ripetono in tanti! Ecco allora giù di preghiere, e scongiuri, e maledizioni, e speranze, aneddoti vari e amuleti e macumbe che si sprecano, e chi più ne ha più ne metta… E tanto per gradire, detto fatto ci mancava l’attrice in noir … No, no col Palio a Siena non si scherza! Se perfino Luigi Lovaglio (ad di Banca MPS), invoca la Madonna a protezione dell’integrità della Banca, durante la cerimonia di consegna del Mangia ricevuto, ecco che il credo in città si mischia perfino con l’alta finanza, che di questi tempi, con il Monte dei Paschi in forse, non è cosa da poco…
No, la jetta-attrice proprio non ci voleva. E poi boom, corre voce, velocissima voce, che uno dei fantini, abbia contratto un virus intestinale!
No questo è troppo!
Vai a sapere, quando ci si mette il caso, anche l’intestino ha le sue pene!
Ora, andando indietro nei secoli è chiaro che i casi di malasorte, che facciano d’esempio, si trovino a man bassa, e abbondino pure per fare della circostanza una coincidenza che dir si voglia, o il più classico degli imprevisti fortuito che faccia al caso in questione! Ma che sia tutta colpa del caso a Siena non lo pensa quasi nessuno! La malasorte qui regna come la buona, che ha fortune decisamente più alterne, visto che a vincere la giostra agognata è sempre solo una delle dieci che corrono su diciassette…
Utile sarebbe a questo punto, per non perdere di credibilità, rinviare tutti al De Providentia, di Seneca: Calamitas virtutis occasio est (la disgrazia è occasione della virtù), anche perché, sia detto senza irriverenza alcuna, al sottoscritto la pseudo fattucchiera, o strega di nero vestita che creder si voglia, fa simpatia. Le gare vinte dai superfavoriti dell’ultim’ora, un po’ meno: evviva dunque il brivido della megera! Ed evviva le streghe che non esistono che nelle fiabe (o nelle pagine nere della Storia), si sa! Incrociando le dita, ovviamente!
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