
Formenti: «La kermesse genovese punta a diventare prima al mondo». Meloni: «Nautica è una delle principali eccellenze italiane e settore che cresce»
«Vogliamo che quello di Genova diventi, di gran lunga, il primo salone nautico al mondo. Non siamo per nulla lontani, perché sopra abbiamo i boat show di Dusseldorf e Fort Lauderdale, gli altri sono tutti sotto. Ma Dusseldorf è in calo, Fort Lauderdale qualche difficoltà ce l’ha e noi cresciamo». Sono le parole con cui il presidente di Confindustria nautica, Piero Formenti, ha dato il via all’edizione numero 66 della kermesse, partita ieri, con un taglio del nastro cui ha preso parte la presidente del consiglio, Giorgia Meloni.
Il salone, ha proseguito Formenti, «è un evento di livello mondiale, una finestra attraverso la quale, in questi giorni, il mondo guarda all’Italia. Va oltre la sua espressione di evento commerciale». Poi, parlando delle esigenze concrete della filiera nautica, in un momento in cui i produttori di grandi yacht segnano ancora una crescita, mentre quelli di barche più piccole sono in sofferenza, ha aggiunto: «Ci proponiamo di riuscire a trasformare un momento difficile, soprattutto per la piccola nautica, caratterizzato da una fase di attesa dovuta all’insicurezza generata dalle tensioni geopolitiche, in scelte e decisioni».
Meloni, da parte sua, ha ricordato che la nautica «è una delle principali eccellenze italiane. Tra l’altro è un settore che, nonostante il momento particolarmente complesso, a livello internazionale, continua a macinare ottimi risultati»: 8,7 miliardi di valore della produzione, «inserito in un pezzo fondamentale del nostro Pil, che è l’economia del mare, su cui mi piace ricordare che, per l’indotto che viene generato, si è arrivati a un aumento del 50%: si calcolano 220 miliardi, considerando un moltiplicatore di 1,8». Sull’eccellenza rappresentata dal salone di Genova si è soffermato anche il presidente di Confindustria, Emanuele Orsini, presente all’inaugurazione. Una manifestazione, ha evidenziato, che contribuisce a «portare il made in Italy nel mondo. Basta vedere i numeri, anche solo per la parte degli yacht e superyacht: 580 ordini verso gli Stati Uniti, 52% del fatturato negli Usa, nonostante quello che è successo con i dazi e tutte le difficoltà degli anni precedenti». Orsini si è, quindi, detto convinto che «sia una grande [...]
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