Nella serena bellezza di Anacapri  tra ville letterarie e tesori d’arte

Si possono visitare storiche attività artigianali, luoghi e percorsi resi celebri da intellettuali ed artisti

Arrivando al mattino, prima che il flusso dei turisti da selfie invada la seggiovia monoposto progettata agli albori degli anni 50 dall’ingegner Francesco Uliscia, Anacapri regala delizie. A cominciare da quelle al limone, alla pesca e perfino al pomodoro, frutti che da un secolo esatto i pasticcieri Ferraro riempiono di sorbetti. Con il giorno comincia il lavoro manuale alla Casa del Sandalo, alle Ceramiche Tavassi e nell’atelier di ricami e pizzi di Titina Mariniello, botteghe che hanno saputo tramandare il mestiere di artigiano fino a oggi. Affiancati da camminatori dalla lunga barba e bastone – che richiamano alla memoria l’artista naturalista utopista Karl Wilhelm Diefenbach nell’ultimo periodo della sua permanenza caprese e lo scrittore Norman Douglas – si entra per primi alla chiesa barocca di Santa Sofia, dove è stato appena restaurata una lucente statua in legno seicentesca raffigurante San Michele, dallo sguardo tenero seppure sia impegnato nella strenua lotta col drago.

Soprattutto, si gode il privilegio di camminare in solitudine attorno e sopra il pavimento musivo che rende conosciuta in tutto il mondo la chiesa di San Michele Arcangelo: le mattonelle furono portate sulla testa dalle donne locali lungo la scala fenicia che saliva quassù dal porto di Marina Grande. Adamo ed Eva sono rappresentati ormai sulla via di uscita dal paradiso, circondati da animali mediterranei ed esotici: questi ultimi, in particolare i leoni e i coccodrilli, presentano fattezze assai fantasiose, non essendo certamente stati mai visti dal vivo dagli artisti. Lo scrittore Graham Greene, che trascorse periodi felici alla Villa del Rosaio fatta erigere da Edwin Cerio nel 1921 in contrada Ceselle, amava molto anche la vicina Casa Rossa. In questa dimora eclettica ed eccentrica, il colonnello americano John Clay MacKowen diede sfogo alla sua eccentricità decorativa, accostando bifore romane, cupole arabeggianti, palle di catapulta, cannoni borbonici e altri reperti archeologici raccolti liberamente presso tutti i siti dell’isola, in particolare nei pressi della villa romana di Gradola, che verrà riaperta al pubblico nel prossimo anno. Adesso sono i ragazzi fragili e preparatissimi della cooperativa La Sciuscella a gestire la Casa Rossa tra attività di accoglienza e laboratori artigianali.

Anche se è un boutique hotel, aleggia sempre un’atmosfera colta a Villa Ceselle, dove Alberto Moravia ed Elsa Morante erano spesso ospiti, come del resto Curzio Malaparte e Mario Soldati. Non v’è dubbio, però, che sia Villa San Michele, situata a poca distanza da quella ottocentesca Villa Rosa che il Comune di Anacapri ha convertito in centro espositivo (ospita una mostra del pittore Raffaele Castello) il faro architettonico e botanico del borgo: il medico e scrittore svedese Axel Munthe, che nel 1929 pubblicò il long seller La storia di San Michele – riuscì a erigere quella che osò definire una casa per l’anima che «ha bisogno di più spazio del corpo». Se le stanze testimoniano la sua passione per l’archeologia, il parco che si fregia della sfinge risalente al 1200 a.C. oltre al panorama sulle isole, regala intense esperienze olfattive sotto il pergolato e gastronomiche al Billy’s Bar, oltre a eventi musicali e culturali.

Il Jumeirah Capri Palace, invece, si ammira una collezione d’arte contemporanea intanto, ospita il White Museum, collezione permanente di arte contemporanea con opere, fra gli altri, di Pomodoro, Paladino e De Chirico. Giunta un po’ di frescura si può salire all’Eremo di Santa Maria di Cetrella e tentare qualche tratto del Sentiero dei Fortini, dove i pannelli in ceramica esplicativi di flora e fauna scandiscono questo affilato cammino nel bosco tra le postazioni militari contese da inglesi e francesi a inizio 800. Si arriverà così a Punta Carena, dove il faro eretto nel 1867 presto punterà l’ottica rotante verso il ventre di roccia in cui i ragazzi dopo il bagno ballano al calare del sole. Dopo una cena nel giardino-oasi di Vico, la notte si trascorrerà nel design style La Residenza o nella moresca Villa Helios, amata anche da san Giovanni Paolo II.

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