
Quattro giorni a ritmo lento lungo strade secondarie e luoghi dell’autenticità. Un’esperienza perfetta anche d’autunno
Leopardi aveva immaginato una bellezza infinita, con lo sguardo e l’immaginazione, cercando di andare oltre la siepe della sua casa di Recanati. Le Marche ancora oggi sono così. Soprattutto nell’entroterra, tra città d’arte, piccoli borghi, panorami, colline, distese infinite di campi. D’estate il colore dominante è l’ocra della terra e del grano appena tagliato, intervallato dal verde e dal giallo delle coltivazioni di girasoli. L’ocra è anche il colore degli antichi palazzi nei centri storici, il mattone chiaro diverso dal rosso del cotto toscano. Dal mare alle montagne.
Allontanandosi dalla costa, dalle fabbriche e dai tanti stabilimenti produttivi che caratterizzano questa operosa regione italiana, ma anche dai centri commerciali, dai parcheggi e dalle strade a scorrimento veloce, si aprono altri paesaggi. Un’altra Italia, a torto chiamata minore. In realtà vero e proprio patrimonio naturalistico, ancora tutto da valorizzare e da scoprire. Per riuscire a godere di tanta bellezza e a riuscire a vederla è d’obbligo rallentare. Fermarsi. Disconnettersi. E provare a entrare in questi panorami da cartolina. A piedi o a pedali.
Da qualche anno la Regione Marche sta cercando di promuovere un turismo non limitato solo all’Adriatico, ma un tipo di vacanza più lento, per ri-crearsi più lento, nel silenzio, lontano dal traffico e dalla confusione della costa, con i cammini e il cicloturismo. Con un gruppo di amici quest’estate abbiamo trascorso quattro giorni in bicicletta lungo le strade secondarie di questa terra. Con il caldo della stagione appena passata e il bollino rosso fisso in tante parti d’Italia, il timing per effettuare questo giro randagio sui pedali non è stato il massimo.
I brevi ma ripidissimi strappi per arrivare in cima ai colli marchigiani non hanno nulla da invidiare a quelli delle Fiandre. Spaccagambe e spaccafiato. Ma sotto il sole a 40 gradi non sono da consigliare. L’immagine per me emblematica di questa breve fuga a pedali è stata la salita dalla via più ripida per raggiungere il centro storico di Macerata, a mezzogiorno di una domenica d’estate. Sole a picco. Afa. Nessuno per le strade. A un certo punto, intontito dal caldo e dalla fatica, confesso di aver messo il piede a terra e di averla “conquistata” la salita, camminando a bordo strada: mi sono accorto che la mia velocità in bici o a piedi era la stessa. E allora sono salito di passo, bici alla mano. Mentre alcuni amici di buon cuore mi aspettavano su, nella città del mattone riparandosi sotto l’ombra di un viale secolare di tigli.
Un altro momento indimenticabile è stato il panorama che si è aperto lungo le scogliere e la macchia mediterranea del Conero vista mare blu, appena risaliti anche lì da uno strappo niente male sotto un sole del mattino più clemente e un traffico di bagnanti che scendevano in auto verso Portonovo.
Dunque, l’autunno… L’autunno e la primavera di buon grado ormai sono i periodi migliori per fare delle belle vacanze in bici o a piedi, con temperature più miti, senza rischiare di finire rosolati sotto la canicola. Tempo permettendo, fino a novembre e all’estate di San Martino, le Marche sono una destinazione ideale per dei fine settimana prolungati per godere delle sue bellezze, la sua natura, le dolci colline ricoperte di vigneti e uliveti, fino ai silenzi dell’Appennino più nascosto. Una straordinaria varietà di paesaggi concentrata in pochi chilometri.
Gli itinerari sono diversi. La Ciclovia Adriatica può essere la base da cui partire per questo viaggio su due ruote. Il percorso costiero attraversa le Marche sulla costa in due tratti principali: a nord, da Gabicce Mare a Fano, e a sud, da Porto Sant’Elpidio a San Benedetto del Tronto. Il tratto sud è quasi interamente su piste ciclabili, mentre il resto del percorso deve essere ancora completato. Dalla Ciclovia Adriatica si sviluppa una rete di itinerari ciclabili che si diramano verso l’interno (maggiori dettagli su www.letsmarche.it).
La Ciclovia delle Abbazie, ad esempio, si snoda per 69 km dall’Adriatico verso l’interno. Collega Civitanova Marche a Tolentino, con un dislivello di 500 metri, attraversando borghi medievali, chiese romaniche, castelli e distese di vigneti.
Un altro percorso, più lungo e “selvatico”, è la Ciclo Appenninica Alte Marche. Un anello di 200 km con 3.200 metri di dislivello, percorribile in più giorni che attraversa 9 comuni: Acqualagna, Cagli, Piobbico, Apecchio, Cantiano, Sassoferrato, Arcevia, Serra Sant’Abbondio e Frontone. Il percorso attrezzato con stazioni di ricarica per e-bike, si sviluppa su strade secondarie di montagna, lontane dal traffico. Tra borghi storici e gole spettacolari.
Per gli appassionati di mountain bike o gravel, il Grande Anello dei Sibillini, 180 km in nove tappe tra sentieri forestali e strade minori, permette di esplorare i paesaggi più suggestivi del Parco Nazionale dei Monti Sibillini, tra Marche, Umbria e Abruzzi. Il percorso parte da Visso, sede del Parco, e tocca Fiastra, Amandola, Montegallo, Castelluccio di Norcia e Norcia, combinando montagne, borghi e natura incontaminata. Fortemente consigliata per chi arriva fino a Castelluccio una deviazione verso i Pantani di Accumoli, con il suo verde abbacinante e i laghetti naturali dove si abbeverano i cavalli. Per chi scrive, uno dei posti in assoluto più belli al mondo.
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