
L’ufficio del primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha formalmente confermato la visita compiuta domenica negli Emirati arabi uniti, precisando che i colloqui si sono concentrati sul rafforzamento delle relazioni bilaterali e sulle principali questioni regionali.
“La visita si è concentrata sul rafforzamento delle relazioni tra i due Paesi e sulle sfide regionali”, ha riferito su X l’ufficio del premier israeliano. L’agenzia emiratina WAM aveva precedentemente riferito che Netanyahu si era recato negli Emirati Arabi Uniti per discutere i rapporti bilaterali con il presidente emiratino.
Secondo la nota, Netanyahu era accompagnato dalla moglie Sara, dal capo del Consiglio per la sicurezza nazionale israeliano Shmuel Ben-Ezra, dal direttore del Mossad Roman Hoffman, dal segretario militare Guy Markizeno e dal consigliere per la politica estera Ophir Falk.
L’ufficio del primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha smentito che il premier abbia ricevuto dall’Egitto avvertimenti su un imminente attacco di Hamas prima del 7 ottobre 2023 e ha annunciato un’azione per diffamazione in relazione alle notizie pubblicate sulla vicenda.
Domenica il Wall Street Journal aveva riferito, citando funzionari egiziani, che il Cairo aveva avvertito per tre volte le autorità israeliane della possibilità di un attacco di Hamas. Secondo il quotidiano, tra gli avvertimenti vi sarebbe stata anche una telefonata del capo dell’intelligence egiziana, ma le informazioni non sarebbero state prese sul serio dalla leadership israeliana. “Nei mesi precedenti il 7 ottobre, il primo ministro Netanyahu non ha incontrato né parlato con Abbas Kamel, che all’epoca dirigeva il Servizio generale di intelligence egiziano, e nessun funzionario dell’intelligence israeliana ha trasmesso al primo ministro un avvertimento proveniente dall’Egitto”, ha dichiarato l’ufficio di Netanyahu su X.
“Il primo ministro ha dato istruzioni affinché venga presentata un’azione per diffamazione anche su questa vicenda”, ha aggiunto l’ufficio.
Netanyahu ritiene che notizie di questo tipo vengano diffuse per attribuirgli la responsabilità degli eventi del 7 ottobre 20
“Quello che sarebbe potuto accadere nel Regno Unito durante il fine settimana è una situazione molto seria. È una situazione che coinvolge chiaramente le mani di un attore straniero”. Lo ha detto a Fox News il segretario di Stato Usa Marco Rubio, in relazione al sospetto complotto terroristico sventato alla base Raf di Fairford, nel Regno Unito. “Quello che è successo questo fine settimana avrebbe potuto essere ed è stato, credo, una minaccia molto seria” ha detto ancora Rubio.
All’Iran “non ho offerto nulla”. Lo ha detto Donald Trump smentendo le indiscrezioni riportate da Axios. “Axios ha appena pubblicato la notizia secondo cui Trump avrebbe offerto all’Iran un allentamento delle sanzioni e lo sblocco di fondi congelati. Non è vero. Non ho offerto nulla. La notizia di Axios, come la maggior parte delle altre, è una bufala, diffusa solo per soddisfare la loro sindrome da ossessione patologica per Trump”, afferma il presidente.
Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha dichiarato di attendersi per oggi una risposta ufficiale dagli Stati Uniti alla proposta di Teheran sull’apertura dello Stretto di Hormuz, secondo quanto riferito dai media di Stato. I mediatori qatarioti “hanno presentato delle idee e noi le abbiamo discusse. Devono sottoporre nuovamente la questione alla parte Usa, dopodiché la risposta finale degli Stati Uniti ci verrà trasmessa tramite il mediatore qatariota”, ha affermato il capo della diplomazia. “I qatarioti sperano che ciò avvenga entro domani (martedì, ora locale)” ha detto Araghchi, che si trova a New York. (
Articolo precedente
Marano: «Le Big Tech restituiscano agli editori la ricchezza che prelevano»

