Non profit, crescono le organizzazioni e i dipendenti

I dati Istat relativi al 2024, presentati alle Giornate di Bertinoro per l’economia civile, contano 372mila enti

Quasi 372mila organizzazioni, 938mila dipendenti e una fitta rete di relazioni che coinvolge nove istituzioni non profit su dieci. È quanto emerge dai dati Istat presentati alle Giornate di Bertinoro per l’Economia Civile.

A tracciare la fotografia del settore è Massimo Lori, ricercatore Istat, che ha presentato i dati del Censimento delle istituzioni non profit. Nel 2024 le istituzioni non profit attive in Italia sono 372.384, in aumento dello 0,5% rispetto al 2023, mentre i dipendenti raggiungono quota 938.152, con una crescita del 2,8% rispetto all’anno precedente.

Le associazioni rappresentano l’85,2% delle istituzioni non profit, mentre tra le diverse qualifiche giuridiche si registrano dinamiche differenti: crescono in particolare le Aps e le altre categorie di Ets, mentre diminuiscono cooperative sociali, Asd/Ssd, Onlus e imprese sociali. Le fondazioni, pur rappresentando il 2,5% del totale, registrano una crescita dell’8,6% rispetto al 2023.

Le istituzioni non profit sono maggiormente presenti nel Nord e nel Centro, mentre il Mezzogiorno mostra la maggiore dinamica di crescita: nel Sud le organizzazioni aumentano dell’1,7% rispetto al 2023.

Sul fronte occupazionale, invece, sono le Isole a registrare la crescita più significativa, con un incremento dei dipendenti del 6,3 per cento.

Il contributo di Sabrina Stoppiello, Stefania Della Queva e Manuela Nicosia, sempre dell’Istat, analizza che cosa producono le relazioni delle non profit e quale ruolo svolgono nella costruzione della coesione sociale. L’obiettivo è comprendere il ruolo del settore non profit nella costruzione di un modello di sviluppo inclusivo, capace di potenziare le comunità e ridurre le disuguaglianze.

Emerge la forte presenza di finalità orientate all’interesse generale. Nel 2024 il 70,1% delle istituzioni non profit, circa 258 mila organizzazioni, dichiara di perseguire una o più finalità specifiche. Tra queste, il sostegno e il supporto a soggetti deboli e/o in difficoltà riguarda il 48,3% delle organizzazioni, la promozione e tutela dei diritti il 43,3% e la cura e sviluppo dei beni comuni il 43,1%.

Nel 2024 il 90,5% delle istituzioni non profit ha strutturato relazioni significative con soggetti del territorio, una quota in crescita rispetto al 2021. Nove organizzazioni su dieci, quindi, agiscono attraverso connessioni con altri soggetti, attivando risorse, collaborazione e fiducia e contribuendo a costruire quello che l’analisi definisce il tessuto connettivo di una comunità.

La questione delle relazioni assume un significato particolare se inserita nel più ampio quadro della fiducia nella società italiana. Nel 2024 la fiducia generalizzata riguarda il 22,5% della popolazione, mentre la partecipazione civica e politica è scesa al 59,6%, rispetto al 68,7% del 2013. Famiglia, amici e reti personali continuano a rappresentare punti di riferimento importanti, ma appare più difficile trasformare queste relazioni in partecipazione associativa, volontariato e forme continuative di impegno collettivo.

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