Non solo caro carburanti: a ottobre rincari record in tecnologia e alimentari freschi, ma calano burro e olio

L’aumento dei prezzi colpisce soprattutto supporti digitali e ortaggi, mentre alcuni prodotti lattiero-caseari e oli registrano diminuzioni, influenzando diversamente il potere d’acquisto degli italiani.

L’inflazione ad ottobre 2026 registra una crescita tendenziale del +5,4% su base annua. Una spinta inflazionistica guidata non ha interessato solo il comparto energetico e dei carburanti: in un paese dominato dal trasporto delle merci su gomma, il caro carburante dei mesi scorsi si ha portato a lievitare i costi anche in altri settori. Come nel caso di specifici beni tecnologici e alimentari freschi, Dall’altro non mancano settori in forte controtendenza, dove i listini segnano flessioni rassicuranti.

Il primato assoluto degli aumenti spetta a una categoria insospettabile: i supporti di registrazione non registrati (come le schede sd e le chiavette), che mostrano una crescita record del +107,8% rispetto allo stesso mese dell’anno precedente. Nel comparto tecnologico ed elettronico le tensioni sui costi si fanno sentire ampiamente: gli accessori per l’informazione e la comunicazione crescono del +41,1%, seguiti da computer, laptop e tablet che registrano un balzo del +29,5%. Sono tutti settori toccati dalla guerra dei cip che sente anche la concorrenza della domanda dei materiale necessari all’intelligenza artificiale.

Naturalmente, i beni energetici continuano a esercitare un peso rilevante sul bilancio delle famiglie. Gli energetici regolamentati toccano un incremento del +59,5%, trainati dai combustibili liquidi (+45,5%), dal gas naturale distribuito via rete (+38,5%) e dall’elettricità (+35,8%). Nel comparto dei trasporti e della mobilità privata, il carburante diesel segna un +37,6%, superando nettamente l’aumento osservato per la benzina (+19,4%), meno marcato grazie al tetto al prezzo messo da alcune compagnie.

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