Non solo Ucraina. Pressing dell’Italia sulla Russia sul dossier Georgia con Germania, Francia e Gb

A 18 anni dall’occupazione da parte russa delle regioni georgiane dell’Abkhazia e dell’Ossezia del Sud, i quattro Paesi ribadiscono il pieno sostegno alla sovranità e all’integrità territoriale della Georgia entro i suoi confini riconosciuti a livello internazionale

Non c’è solo l’Ucraina a dividere i paesi della “vecchia Europa” dalla Russia, dopo l’aggressione militare iniziata de facto nel febbraio 2014 e degenerata in un’invasione su larga scala il 24 febbraio 2022. In una dichiarazione congiunta divulgata nelle ultime ore Italia, Germania, Francia e Regno Unito hanno riportato l’attenzione sul dossier Georgia.

L’occasione è stata loro fornita da un anniversario. Il 7 agosto 2008 ha infatti avuto inizio la guerra in Ossezia del Sud (nota anche come seconda guerra osseta o guerra russo-georgiana). Durante la notte tra il 7 e l’8 agosto, le forze armate georgiane lanciarono un’offensiva militare su larga scala per riprendere il controllo dell’Ossezia del Sud, una regione separatista filorussa che aveva dichiarato de facto l’indipendenza dalla Georgia all’inizio degli anni ’90. L’operazione incluse l’attacco e il bombardamento della capitale osseta, Tskhinvali. Questo evento provocò la risposta immediata della Russia, che intervenne militarmente a sostegno dei separatisti ossetia e abkhazi, dando vita a un conflitto aperto durata circa cinque giorni e conclusosi con la vittoria russa, il successivo riconoscimento da parte di Mosca dell’indipendenza di Ossezia del Sud e Abkhazia, e la presenza permanente di truppe russe in questi territori.

«Il 7 agosto – si legge in una dichiarazione congiunta dei quattro Paesi – è una data in cui ricordiamo le gravi conseguenze dell’imperialismo russo. In questo giorno nel 2008 la Federazione Russa ha intrapreso azioni militari contro la Georgia, compromettendo ulteriormente l’integrità territoriale del Paese con l’occupazione delle regioni georgiane dell’Abkhazia e dell’Ossezia del Sud. A 18 anni dall’aggressione russa – continua il documento – ribadiamo il nostro pieno sostegno alla sovranità e all’integrità territoriale della Georgia entro i suoi confini riconosciuti a livello internazionale».

«Accogliamo con favore la decisione della Repubblica di Naoero di revocare il riconoscimento della cosiddetta indipendenza dell’Abkhazia e dell’Ossezia del Sud – aggiungono i quattro Paesi -. Esortiamo gli Stati che hanno instaurato relazioni diplomatiche con queste entità a seguire questo esempio».

«Ribadiamo la nostra condanna della presenza militare russa in corso nelle regioni separatiste occupate dell’Abkhazia e dell’Ossezia del Sud, in violazione del diritto internazionale e degli obblighi della Russia previsti dall’accordo in sei punti del 12 agosto 2008. La continua militarizzazione da parte della Russia dei territori georgiani occupati rappresenta una grave minaccia per la sicurezza della Georgia e per la stabilità regionale ed europea», si legge.

«Nell’ottobre 2025, la Corte Europea dei diritti dell’uomo ha ritenuto la Federazione Russa responsabile di una serie di violazioni commesse nelle regioni separatiste occupate, tra cui l’uso eccessivo della forza, maltrattamenti, detenzione illegale e restrizioni illegali alla libertà di movimento quotidiana attraverso la linea di confine amministrativo tra il territorio controllato dalla Georgia e quello occupato dalla Russia. Esortiamo la Russia a dare attuazione alle sentenze della Corte Europea dei diritti dell’uomo relative a tale situazione e ad adempiere pienamente agli impegni assunti il 12 agosto e l’8 settembre 2008», continua la dichiarazione.

Italia, Germania, Francia e Regno unito esprimo infine preoccupazione «per gli ultimi sviluppi in Ossezia del Sud. L’“Accordo sul rafforzamento dell’alleanza e della cooperazione” firmato il 9 maggio 2026 tra Mosca e le autorità de facto dell’Ossezia del Sud costituisce un’ulteriore violazione della sovranità e dell’integrità territoriale della Georgia, in palese violazione del diritto internazionale. Questo documento, così come la nomina di un cittadino russo a guida della regione, suscita preoccupazioni riguardo a una possibile annessione a tutti gli effetti della regione, che non resterebbe senza risposta. Ribadiamo il nostro sostegno – si legge in conclusione – alla piattaforma dei “Colloqui internazionali di Ginevra” (Geneva International Discussions, GID), copresieduta dall’Unione Europea, dall’OSCE e dalle Nazioni Unite. Si tratta dell’unico meccanismo che consentirà alle parti di adoperarsi per la risoluzione del conflitto. Esprimiamo il nostro apprezzamento per il lavoro svolto dalla Missione di monitoraggio dell’Unione Europea in Georgia (EUMM) e continueremo a sostenere il suo ruolo».

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