
Presentato con Edf e Nuward il progetto per dieci Smr (small modular reactor) da realizzare in Europa con la filiera industriale loale
Nucleare: una serie di dieci mini-reattori da costruire in Europa, dal valore di decine di miliardi, con un primo impianto in Italia da realizzare entro il 2035, nel contesto normativo che si andrà formando a partire dalla legge delega sul nucleare la cui approvazione è attesa a breve.
È il progetto presentato da Edison ed Edf con la controllata Nuward (società del gruppo dedicata a sviluppo e commercializzazione della tecnologia Smr) a partire dal cuore tecnologico del piano: un nuovo reattore nucleare Smr (small modular reactor) made in Ue, da realizzare in partnership con la filiera industriale italiana e pensato per il mercato europeo, italiano e francese in particolare, e successivamente, potenzialmente, per i mercati globali.
Nel giugno 2026, in occasione del summit per il rinnovo del Trattato del Quirinale al Forum economico franco-italiano e del Vertice di Antibes, Edf, Nuward, Edison e importanti operatori italiani, tra cui Aipe, Atb Riva Calzoni, Saipem, Simic, Tectubi Raccordi, Walter Tosto e Webuild, avevano firmato una dichiarazione di interesse a partecipare allo sviluppo del prodotto Nuward Smr e alla sua diffusione in Italia, Francia e nel resto d’Europa. Oggi quell’impegno viene confermato ed entra nella fase operativa: i player industriali saranno coinvolti già nella fase di progettazione.
I Nuward Smr concorreranno, con le rinnovabili, a realizzare gli obiettivi di transizione energetica, italiani ed europei, aumentando sicurezza, indipendenza energetica e competitività oltre a promuovere lo sviluppo della filiera industriale italiana ed europea del nuovo nucleare. A far da base al progetto, una partnership paritetica Francia-Italia, estendibile ad altri Stati europei, che valorizza le competenze della filiera industriale nucleare italiana per la realizzazione degli Smr sia in Italia sia all’estero, sposandosi con l’esperienza francese di progettazione, realizzazione gestione di questo tipo di impianti.
Il prodotto presentato, il Nuward Smr, è un reattore modulare di piccola taglia (400 MW elettrici), modulare, ad acqua pressurizzata, basato sulla tecnologia di terza generazione avanzata pienamente consolidata, e in grado di produrre energia elettrica e calore. Si presenta quindi particolarmente adatto alla decarbonizzazione dei processi industriali per i settori hard to abate quali un distretto industriale manifatturiero, un polo chimico, un’area portuale, una rete di teleriscaldamento o un grande data center. Per questo motivo l’area su cui potrebbe sorgere – la mappatura è appena cominciata – si colloca in Italia nel Centro-Nord, accanto presumibilmente a poli produttivi.
Il nuovo reattore consentirà di utilizzare come combustibile il Mox (mixed oxide fuel), ottenuto dal riciclo del combustibile usato, riducendo il fabbisogno di uranio naturale, i volumi e la radiotossicità di rifiuti nucleari destinati allo stoccaggio finale. Il costo livellato dell’energia (Lcoe) atteso è di 100 euro al MWh, per una fonte programmabile a basse emissioni.
Il progetto Nuward Smr è oggetto di confronto anticipato con otto autorità di sicurezza europee nell’ambito della Joint Early Review lanciata da Edf et Nuward con l’obiettivo di integrare già nelle prime fasi del progetto gli standard di sicurezza di diversi stati europei e accelerarne i tempi autorizzativi. Nuward Smr punta ora ad avviare presto il processo di licensing per il suo primo impianto. Sucessivamente il piano è di svilupparne una prima serie di dieci, spingendo sulla standardizzazione e una evoluzione parallela, in Francia, Italia, Polonia, Belgio e Finlandia, al momento. Gli investimenti toccano il valore di «decine di miliardi» e la strada è quella dell’impegno finanziario pubblico-privato, monitorando i sostegni nei vari Paesi.
La costruzione sarà avviata a partire dal 2030, con il primo impianto in Francia in fase di valutazione. L’Italia potrà contribuire alla sua realizzazione per sviluppare nel Paese poi il secondo, con l’obbiettivo di averlo in funzione entro il 2035, e con Edison come gestore: «La società è pronta a svolgere un ruolo di investitore, operatore e aggregatore di consorzi con altri operatori energetici o industriali energivori, oltre ad avere una presenza integrata lungo tutta la filiera energetica dalla produzione all’energy management e alla vendita al mercato finale», si legge in una nota.
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