
Napoli, Virtus e Roma candidate nella corsa alle 21 licenze stabili di lungo periodo. I nuovi progetti potrebbero generare investimenti superiori a 3,2 miliardi
Non è solo una riforma sportiva. È un’operazione industriale che potrebbe ridisegnare gli equilibri economici del basket continentale e determinare i rapporti di forza con la nascente NBA Europe.
L’Eurolega si prepara alla trasformazione più profonda della sua storia recente: dalla stagione 2027-28 la competizione dovrebbe passare da 20 a 24 squadre, con un sistema fondato su 21 licenze stabili di lungo periodo, sul modello delle grandi leghe professionistiche nordamericane. Il percorso è ormai entrato nella fase decisiva e coinvolge direttamente anche l’Italia, con Virtus Bologna, Napoli Basket e Maxima Roma candidate a conquistare uno degli slot disponibili.
La decisione finale arriverà entro la fine di settembre, quando gli azionisti di Euroleague Commercial Assets saranno chiamati a votare sia il nuovo assetto della competizione sia i nomi dei club destinati ad accompagnare i 13 soci storici nella nuova era delle franchigie.
La risposta del mercato è stata superiore alle aspettative degli stessi vertici della competizione. Eurolega ha comunicato di aver ricevuto oltre venti manifestazioni di interesse provenienti da club già presenti nell’ecosistema Eurolega-EuroCup e da nuovi progetti imprenditoriali. Dopo una prima selezione, undici candidature sono state ammesse alla fase di due diligence.
Tra queste figurano: Virtus Bologna; Napoli Basket; Maxima Roma; Partizan Belgrado; Stella Rossa; Valencia; Paris Basketball; London Lions; PAOK Salonicco; Hapoel Tel Aviv; Dubai Basketball.
Un gruppo che fotografa perfettamente la strategia della competizione: consolidare i mercati storici del basket europeo e, al tempo stesso, aprire la porta a nuove geografie commerciali, dal Regno Unito al Medio Oriente.
Sulle cifre è opportuno distinguere ciò che è ufficiale da ciò che appartiene alle indiscrezioni. L’unico dato certificato da Euroleague Basketball riguarda il valore complessivo delle offerte ricevute: gli undici candidati stanno presentando proposte vincolanti che rappresentano quasi 700 milioni di euro di franchise fee. Secondo la stessa Eurolega, questi progetti potrebbero generare investimenti superiori a 3,2 miliardi di euro nei prossimi cinque anni.
Si tratta di numeri che danno la misura della posta in gioco. Non esiste invece, almeno per ora, un prezzo ufficiale pubblicato per l’acquisto di una licenza permanente. Le stime che circolano tra advisor, club e operatori del settore indicano valori compresi tra 50 e 80 milioni di euro a seconda del profilo della società e delle condizioni negoziali, ma Eurolega non ha mai confermato tali importi.
Nel caso della Virtus Bologna, il presidente Massimo Zanetti ha fatto riferimento pubblicamente a un impegno nell’ordine dei 50 milioni da spalmare su dieci anni. Una cifra che resta, tuttavia, una valutazione emersa dalle interlocuzioni con il club e non un dato ufficiale dell’organizzazione.
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