
Il decreto impone casseforti fisse, videosorveglianza – quando necessario – e procedure rigorose per prevenire abusi e garantire la sicurezza nella gestione del potente analgesico.
Dall’obbligo di segnalare tempestivamente le anomalie al rafforzamento della tracciabilità digitale dei medicinali, passando per la conservazione in aree dedicate, con casseforti inamovibili e, quando necessario, sistemi di videosorveglianza: sono alcune delle misure introdotte dal decreto del ministro della Salute sulla custodia e sull’uso legale del fentanyl, come riferisce una nota di Palazzo Chigi.
“Le nuove disposizioni – viene specificato -, nel quadro del Piano nazionale di prevenzione contro l’uso improprio di Fentanyl in atto dal marzo 2024, interessano le strutture sanitarie pubbliche e private che detengono o utilizzano tali medicinali, comprese farmacie ospedaliere e territoriali, ospedali e case di cura, reparti e servizi territoriali, servizi pubblici per le dipendenze, strutture penitenziarie, magazzini delle aziende sanitarie e strutture veterinarie autorizzate.
Il Fentanyl è un analgesico usato a livello medico per il trattamento del dolore ma è anche noto come sostanza stupefacente ad altissimo rischio dipendenza e overdose.
Entro 90 giorni dalla pubblicazione del Dm esse dovranno adeguare i propri sistemi e le proprie procedure”. Per Palazzo Chigi “è centrale l’individuazione delle responsabilità nella gestione dei farmaci in questione, con la definizione dei soggetti responsabili dell’approvvigionamento, della ricezione, della custodia, della movimentazione e del controllo delle giacenze, nonché della custodia delle chiavi o delle credenziali di accesso alle casseforti”.
“D’ora in avanti – si legge nel comunicato di Palazzo [...]
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