
Eurostat evidenzia un netto divario tra Nord e Sud Italia, con il picco di occupati di Bolzano (80%). Anche il Lazio figura tra le regioni europee con un tasso di occupazione inferiore alla media UE. Campania e Sicilia tra le regioni con il tasso più alto di disoccupati
Le regioni italiane meridionali di Calabria, Campania e Sicilia fanno registrare i tassi di occupazione più bassi in Europa, in compagnia delle regioni ultraperiferiche francesi di Mayotte e Guyana.
Lo rileva Eurostat con le statistiche sul mercato del lavoro a livello regionale relative al 2025. Molte delle regioni con tassi di occupazione relativamente bassi sono caratterizzate da aree rurali, scarsamente popolate o regioni periferiche dell’UE, si legge nel rapporto. Questo modello è particolarmente evidente nelle regioni meridionali della Spagna e dell’Italia, in gran parte della Grecia, in alcune regioni della Romania e nelle regioni ultra periferiche della Francia. Si tratta di regioni tipicamente caratterizzate da opportunità di lavoro limitate, in particolare per le persone con livelli di competenze intermedie ed elevati.
Nel 2025 il tasso di occupazione medio europeo si attesta al 76,1%, ma circa un quarto di tutte le regioni dell’UE – 64 su 244 – hanno registrato tassi di occupazione inferiori al 74%. Questo gruppo comprende 11 regioni italiane, concentrate quasi esclusivamente nell’Italia centrale e meridionale, con i tassi più bassi osservati in Calabria (50,3%), Campania (50,8%) e Sicilia (51,4%). Nella lista anche 11 regioni francesi, comprese tutte e cinque le regioni ultraperiferiche; Mayotte e Guyane che hanno registrato i tassi di occupazione più bassi nell’UE, rispettivamente con il 36,9% e il 50%. Figurano nella lista anche 11 delle 13 regioni greche, ad eccezione di Kriti e Peloponnisos, insieme a 11 regioni spagnole, molte delle quali periferiche, insulari o prevalentemente rurali. Ci sono poi 7 delle 8 regioni rumene, ad eccezione della regione capitale di Bucuresti-Ilfov
Da notare che hanno registrato un tasso di occupazione inferiore alla media Ue. anche le regioni capitali della Région de Bruxelles-Capitale / Bruxelles Hoofdstedelijk Gewest in Belgio (63,9%), del Lazio in Italia (69,3%), di Vienna in Austria (71,3%) e di Attiki in Grecia (73,1%) e anche il Lussemburgo (73,9%) hanno registrato un tasso di occupazione inferiore alla media Ue.
L’Italia è la nazione europea che nel 2025 ha registrato la più alta disparità regionale per i tassi di occupazione, presentando un coefficiente di variazione del 15,1%. In generale, si è registrata una divisione nord-sud: la Provincia Autonoma di Bolzano ha registrato il tasso di occupazione più elevato in Italia (80%), mentre la regione meridionale della Calabria ha registrato il tasso più basso (50,3%).
Insieme all’Italia, la Romania (8%), il Belgio (7,9%) e la Spagna (6,1%) hanno registrato i coefficienti di variazione più elevati per i tassi di occupazione regionali nel 2025.
All’altro estremo, le disparità regionali più basse nei tassi di occupazione – con un coefficiente di variazione pari o inferiore al 2% – sono state registrate nei paesi nordici dell’UE, Finlandia e Svezia, nonché nei Paesi Bassi e Portogallo.
Il tasso di disoccupazione nella UE è rimasto invariato nel 2025 al 6%. I tassi di disoccupazione più elevati – superiori al 12% – sono stati osservati nelle regioni italiane meridionali della Campania e della Sicilia, nella regione greca nord-occidentale di Dytiki Makedonia, in diverse altre regioni spagnole – Andalusia, Estremadura, Canarias, Castilla-La Mancha e Región de Murcia-, nella regione della capitale belga Région de Bruxelles-Capitale / Bruxelles Hoofdstedelijk Gewest.
La regione ceca di Stední Cechy (che circonda la regione della capitale Praha) ha registrato il tasso di disoccupazione regionale più basso dell’UE, con l’1,5% nel 2025.
Nel 2025 quasi un terzo dei disoccupati nell’UE era disoccupato da più di un anno. In tutta l’UE 27 regioni hanno il tasso di disoccupazione di lunga durata pari ad almeno il 50% (in sostanza almeno la metà di tutti i disoccupati è rimasta senza lavoro per almeno un anno) . Tra le cause messe in luce da Eurostat figurano le caratteristiche strutturali dei mercati del lavoro regionali, tra cui la mancata corrispondenza delle competenze, la limitata creazione di posti di lavoro, ma anche condizioni economiche più ampie, quali la deindustrializzazione o economie che dipendono fortemente dall’agricoltura e da una limitata base industriale o di servizi, spesso accompagnata da una migrazione verso l’esterno delle popolazioni più giovani.
Questo gruppo di 27 regioni comprende 9 delle 21 regioni italiane, prevalentemente nella metà meridionale del paese, con il rapporto più elevato registrato in Molise (70,1%), tutte le 4 regioni della Slovacchia (2024 dati relativi a Bratislavsky kraj), con la regione più orientale di Vachodné Slovensko che registra il rapporto più elevato dell’UE, con quasi tre quarti (72,5%) dei disoccupati senza lavoro da almeno un anno. Nella lista anche 8 delle 13 regioni della Grecia, con il rapporto più elevato osservato a Sterea Elláda (66,9%), le regioni autonome spagnole di Ciudades de Ceuta y Melilla, la regione bulgara settentrionale di Severen Tsentralen, le regioni ultraperiferiche francesi di Mayotte e Guadalupa, la regione capitale rumena di Bucuresti-Ilfov.
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