
La compagnia low cost è coperta soltanto al 15% dai rischi di aumenti del jet fuel il prossimo anno. Il primo Boeing 737 Max 10 atteso a gennaio
Le tariffe aeree in Europa potrebbero registrare nel 2027 uno degli aumenti più marcati della loro storia recente, con rincari fino al 20%. A lanciare l’allarme è Michael O’Leary, ceo di Ryanair secondo cui la guerra in Medio Oriente e il conseguente aumento dei prezzi del petrolio rischiano di mettere sotto pressione i margini delle compagnie aeree.
Nel corso di una conferenza stampa a Bruxelles, il numero uno del principale vettore low cost europeo ha prospettato un forte incremento dei prezzi dei biglietti nei prossimi dodici mesi. «Vedremo, a mio avviso, il più grande aumento delle tariffe aeree mai registrato in Europa», ha dichiarato O’Leary, sottolineando tuttavia che i rincari potrebbero non essere sufficienti a compensare integralmente l’impennata dei costi del carburante.
Il nodo, infatti, non riguarda soltanto la capacità delle compagnie di trasferire sui passeggeri una parte della maggiore spesa, ma anche l’impatto che il caro-petrolio avrà sulla redditività del settore. Anche un aumento significativo dei prezzi dei biglietti e degli eventuali supplementi carburante potrebbe non bastare a preservare i margini operativi.
Uno dei principali elementi di vulnerabilità è rappresentato dalle strategie di copertura contro le oscillazioni dei prezzi energetici. Ryanair, ha spiegato O’Leary, si trova ad affrontare il prossimo anno con una quota significativa del fabbisogno di carburante esposta alle variazioni del mercato.
«Per il prossimo anno siamo coperti solo per il 15%, mentre l’85% resta senza copertura», ha affermato il manager, aggiungendo che molte altre compagnie aeree europee si trovano in una situazione analoga.
L’assenza di coperture sufficienti rende i vettori più vulnerabili a ulteriori rialzi del petrolio e del carburante per gli aerei. In un contesto caratterizzato da costi operativi crescenti, le compagnie dovranno quindi trovare un equilibrio tra l’esigenza di aumentare i prezzi e quella di non compromettere la domanda.
Per il comparto si profila così una fase complessa: i viaggiatori continuano a dimostrare una buona disponibilità a spendere per volare, ma l’aumento delle spese energetiche, delle imposte e degli altri costi rischia di ridurre la redditività dei collegamenti.
Le prospettive più difficili per il trasporto aereo si riflettono anche sull’andamento dei titoli. Ryanair ha perso fino al 2,1% nella seduta citata da O’Leary, portando la flessione da [...]

