Omoda 4, prova in anteprima (in Cina) della versione Shs-h full hybrid

Più crossover che suv, il nuovo modello punta su uno stile fuori dagli schemi, un powertrain che privilegia le spinte del motore elettrico e un dinamismo all’europea

Battezzata Omoda 3 quando era una concept car, diventata Omoda 4 quando è stata deliberata la produzione per trasmettere che il risultato finale è stato superiore alle aspettative, sicuramente per visioni di qualche deus ex machina del marketing, apre un nuovo capitolo del marchio del gruppo Chery. Abbiamo provato Omoda 4 in anteprima nei dintorni di Wuhu dove ha sede il gruppo cinese, seppure brevemente dovendo alternare il volante dell’unico esemplare disponibile per il test con tanti altri colleghi italiani. Insomma, un assaggio comunque utile per capire la personalità di questo modello che porta il giovanissimo brand (nato nel 2022 con la missione di attaccare i mercati extra-cinesi) fuori dallo sfruttattissimo filone dei classici suv.

La concept car che ne aveva anticipato l’avvento lo aveva suggerito subito: Omoda 4 sarebbe stata un’innovatrice. Anzi, l’ispiratrice dell’evoluzione concettuale e stilistica dell’offerta del marchio perché avrebbe aperto un filone che si sarebbe affiancato a quello dei suv classici. La sensazione è stata confermata da Omoda 5 che adesso, dopo due anni di vita, integra in lineamenti già fortemente influenzati da quelli di Omoda 4 anche il suo family style. A Wuhu, nei giorni scorsi durante il l’International User Summer 2026, la sensazione si è trasformata in certezza guardando il concept Omoda X, che prefigura un modello molto originale che diventerà di serie alla fine del prossimo anno.

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Basata sull’architettura modulare multineregia T1X, la stessa delle consanguinee Jaecoo 5 e Omoda 5, la gamma dell’Omoda 4 che sarà commercializzata dall’inizio del 2027 è formata dalle versioni a trazione anteriore full hybrid Shs-H ed elettrica. Indicativamente saranno proposte a prezzi che, rispettivamente, partiranno da 25.000 e 28.000 euro.

L’elettrica è spinta da un powertrain con 204 cavalli e 288 Nm di coppia alimentato da una batteria con chimica Lfp da 61 kWh, che promette autonomie fino a 470 chilometri. Nel powertrain della Shs-h lo stesso motore si aggiunge a un’unità turbo a benzina di 1,5 litri con 144 cavalli di coppia, arrivando a determinare una potenza complessiva di 224 cavalli e una coppia di 295 Nm, perché il sistema ibrido può funzionare sia in maniera seriale sia parallela. Al motore elettrico se ne aggiunge un altro che fa da generatore di corrente per la batteria da 1,83 kWh.

Il nuovo modello ha una personalità ben riconoscibile. La sua linea è definita da un linguaggio stilistico che coniuga geometrie nette, suggestioni sportiveggianti e indole hi-tech traendo ispirazione dal mondo dei transformer giapponesi Mecha. Il frontale, aggressivo e reso muscoloso dall’intreccio di tagli netti integra una firma luminosa su due livelli, con il più basso quasi mimetizzato dalla dimensione oversize della mascherina della full hybrid del nostro test. Lateralmente spiccano le marcate nervature che tagliano le superfici delle fiancate, i passaruota scolpiti, la linea di cintura che si solleva posteriormente contribuendo insieme all’inclinazione della parte posteriore sormontata da un grande spoiler a disegnare una silhouette d’impronta sportiva.

Lunga 4,42 metri, larga 1,87 metri, alta 1,57 metri e con un passo di 2,70 metri, l’Omoda 4 ha dimensioni che la pongono a cavallo tra il [...]

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