
Il rapporto del Panel sull’ambiente certifica che con le misure finora adottate dai Governi, le soglie di sicurezza indicate dalla scienza sono fuori portata. Gli Usa hanno generato il 70% dell’aumento delle emssioni di CO2
Fuori portata le soglie indicate dall’Accordo di Parigi e dalla scienza per contenere i danni del climate change, sia quella più sicura di 1,5 gradi, sia quella di 2 gradi: a fine secolo, le temperature globali saranno fino a 2,8 gradi più alte della media dell’epoca preindustriale. Sono i risultati del rapporto del Programma Onu per l’ambiente, pubblicato a poche settimane dalla Conferenza mondiale sul clima, che si terrà in Turchia.
Secondo i nuovi calcoli, sulla base delle politiche attuali, vale a dire delle misure davvero adottate dai Governi, al di là degli annunci, il termometro salirebbe di 2,8 gradi, in linea con le proiezioni dello scorso anno. Se anche i Governi tenessero fede alle promesse fatte con i loro piani climatici nazionali, l’aumento sarebbe comunque di 2,6 gradi.
Confermata l’impossibilità di fermare il riscaldamento globale sotto la soglia di 1,5 gradi, sogia che potrebbe essere superata in modo strutturale entro il decennio, gli scienziati del clima offrono, come sempre, uno scenario alternativo, nel quale è ancora possibile rimediare. Sarebbe, però, necessario tagliare le emissioni di gas serra del 45% entro il 2035, una riduzione tre volte superiore a quelle (comprese tra l’11 e il 15%) possibili sulla base degli attuali piani climatici nazionali. È un calcolo matematico, un’equazione nella quale non è considerata la variabile alla fine dei conti più [...]
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