Opas su Mps, il 97% dei soci di Intesa Sanpaolo dice sì all’aumento di capitale

Presente il 63,9% del capitale totale

Intesa Sanpaolo incassa il sì pressochè unanime dei soci alla proposta di aumentare il capitale in vista dell’Opas su Montepaschi. L’assemblea degli azionisti, riunitasi questa mattina a Torino con il metodo del rappresentante designato, ha infatti approvato con il XX% dei voti favorevoli la delega al consiglio di amministrazione per emettere fino a un massimo di 5,7 miliardi di nuove azioni destinate ai soci Mps che aderiranno all’offerta, a cui andrà anche un euro cash per ogni titolo. Presente il XX% del capitale complessivo.

Con questa mossa, unitamente al via libera delle Authority coinvolte e una volta che il documento d’0fferta sarà stato approvato da Consob, la banca milanese potrà arrivare sul mercato per il lancio dell’offerta di acquisto e scambio, che è atteso indicativamente tra ottobre e novembre.

Benchè largamente atteso – lo stesso presidente Gian Maria Gros-Pietro, nei giorni scorsi, prevedeva «un largo appoggio dei nostri azionisti» -, il risultato rotondo ottenuto da Ca’ de Sass consegna al ceo Carlo Messina un mandato particolarmente forte per portare avanti una delle operazioni che, se arriverà in porto, è destinata a ridisegnare il volto del mercato bancario italiano.

Anche perchè l’esito del voto è stato ottenuto in presenza di un’ampia parte del capitale complessivo della banca che in larga parte è istituzionale, che si sono allineati alle indicazioni arrivate dai due principali proxy advisor, Iss e Glass Lewis: gli investitori istituzionali esteri rappresentano il 58,4% del capitale, quelli italiani un ulteriore 6,24%, mentre alle fondazioni ex bancarie fa capo il 19,88 per cento. Si tratta insomma di un risultato che certifica il sostegno della base azionaria di Ca’ de Sass al progetto industriale che fa perno sull’integrazione di Mediobanca e di parte di Mps. Componente istituzionale che, almeno in parte, è presente anche nel capitale di Mps: tra questi BlackRock, Vanguard e Norges Bank.

Ed è proprio da Mps che Intesa Sanpaolo ora dovrà guardarsi per non farsi intralciare nel suo percorso. All’Opas di Intesa, Mps ha risposto mettendo sul tavolo le due Ops parallele su Banco Bpm e Banca Generali. Proprio oggi Montepaschi ha depositato in Consob i documenti delle due offerte pubbliche di scambio su Banco Bpm e Banca Generali, per cui ha presentato le richieste di autorizzazione alle autorità competenti. Il vero banco di prova, tuttavia, è costituito dall’assemblea del 29 ottobre, quando gli azionisti del Monte saranno invece chiamati a esprimersi sulla doppia offerta, a cui si dovrebbe aggiungere anche il progetto di fusione con Mediobanca. Possibile dunque che la controffensiva di Lovaglio arrivi al voto dei soci a ridosso dell’apertura dell’Opas Intesa o mentre il percorso verso l’offerta sarà nella sua fase finale, facendo così entrare in collisione i due schemi alternativi. Si vedrà. Di certo il voto di oggi, anche per le dimensioni, rappresenta un viatico fondamentale per Intesa Sanpaolo.

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