Occultato un dispositivo di registrazione in una sale riunioni: captate «informazioni tecniche, commerciali e strategiche altamente riservate». Indagine del Dipartimento di Giustizia Usa
Ennesimo caso di spionaggio sulla frontiera dell’intelligenza artificiale. Un dipendente di OpenAI è stato arrestato e incriminato per aver utilizzato un dispositivo di registrazione nascosto in uno degli uffici dell’azienda a San Francisco, secondo quanto rivelato dal Dipartimento di Giustizia statunitense.
Abdulrahman Alfozan, cittadino saudita, è stato arrestato il 9 ottobre, più di una settimana dopo che alcuni dipendenti di OpenAI avevano scoperto un dispositivo di registrazione audio sul retro di un televisore in una sala riunioni riservata ai dirigenti. Alfozan, accusato di aver posizionato il dispositivo, è attualmente in custodia federale ed è comparso in tribunale a San Francisco.
Alfozan aveva iniziato a lavorare per OpenAI nel luglio 2025 e faceva parte del team di sviluppo prodotto; è stato licenziato il giorno stesso dell’arresto, secondo quanto dichiarato dall’azienda. L’incidente è destinato ad acuire le preoccupazioni sulla sicurezza delle principali aziende tecnologiche in un momento in cui le nazioni sono impegnate in una competizione agguerrita per sviluppare sistemi di intelligenza artificiale sempre più potenti. «Al momento, non abbiamo indicazioni che questo individuo abbia avuto accesso o sottratto in modo improprio pesi di modelli, codice sorgente o dati dei clienti», [...]

