Opera di Roma, nuovi partner e più risorse private nel 2026 (+10%)

Dopo un anno straordinario per budget e produttività, anche nel 2026 il Teatro lirico della capitale conferma il trend di crescita

Ci sono tre aspetti che, più di tutti, meritano di essere messi in luce quando si parla di un teatro e che ne descrivono lo stato di salute, secondo Francesco Giambrone, sovrintendente dell’Opera di Roma: «un teatro deve essere il più possibile aperto, il più possibile pieno e deve avere un bilancio solido, pre-requisito per i due fattori precedenti».

Ebbene, la fondazione lirica della capitale ha chiuso qualche settimana fa il 12esimo bilancio consecutivo in attivo, con un utile di oltre 106mila euro. Bilancio peraltro straordinario, quello del 2025, perché il teatro ha beneficiato di risorse pubbliche aggiuntive (+10,3%) legate al Giubileo, raggiungendo un valore record della produzione di 66,8 milioni di euro, in aumento del 7,7% rispetto al 2024 e del 12,8% rispetto al 2019. A risorse straordinarie ha risposto un impegno straordinario, osserva Giambrone, con l’avvio di progetti speciali e con un incremento della produzione di opere, balletti e concerti del 17,8%. Molto positivo il dato sulla saturazione delle sale, in media del 91,4%, e non solo per classici «cult» come Tosca e Bohème, ma anche per un’opera contemporanea come «Inferno» (89,4%).

Un altro dato che il sovrintendente ci tiene a sottolineare è la percentuale di autofinanziamento, pari al 24,8% del totale. Ben 14,2 milioni di euro sono stati i ricavi da biglietteria, in aumento del 3,5% rispetto al 2019, sebbene in lieve diminuzione rispetto all’anno precedente (14,4 milioni) a causa di alcuni ritardi sulla programmazione estiva. Gli spettatori paganti sono stati 282mila, a cui si aggiungono circa 25mila persone che hanno assitito agli spettacoli del progetto Opera Camion, avviato l’anno scorso. Sono inoltre aumentati (del 12%) i ricavi propri, oltre 5,5 milioni di euro che comprendono anche nuove risorse da parte di mecenati e sponsor.

Un trend, quest’ultimo, che si conferma anche nell’anno in corso: «Notiamo un interesse crescente da parte dei privati, che si attivano soprattutto per progetti di carattere sociale, educativo e inclusivo», spiega Giambrone, come la Scuola di danza diretta da Eleonora Abbagnato, che nel 2028 compirà 100 anni e conta oltre 150 allieve e allievi. Allo stesso modo, sono in crescita anche i programmi di membership, con un aumento del 10% nella prima metà del 2026, a sostegno anche in questo caso di progetti extra rispetto alla tradizionale programmazione artistica, come Fabbrica, il programma che da dieci anni permette a nuovi talenti, già formati presso conservatori ed accademie, d’inserirsi nel mondo dello spettacolo.

«Dall’anno scorso possiamo anche contare su una trentina di giovani mecenati under 30, che rappresentano una parte del nostro pubblico fidelizzato e hanno deciso di sostenere il teatro con un contributo speciale», racconta il sovrintendente, ricordando l’aumento anche degli spettatori con meno di 35, pari al 30% circa del totale.

Infine, un cenno al progetto Opera Camion, probabilmente una delle più importanti eredità dell’anno giubilare per il teatro romano che, da sempre, cerca di conciliare due anime apparentemente lontane, essendoa sia un’istituzione di rappresentanza del Paese, avendo sede nella capitale, sia un presidio di comunità. L’Opera di Roma è andata a incontrare tutti i cittadini romani – in particolare quelli che mai avevano messo piede al Costanzi – e con un vero e proprio Tir, dotato di palcoscenico, musicisti e cantanti, ha portato la lirica, gratis, nelle piazze di 15 municipi di Roma, anche oltre il Raccordo anulare. Finanziato lo scorso anno dal Comune, con 2 milioni del Pnrr, quest’anno il programma è proseguito con risorse proprie e ha già incontrato altre 11mila persone con Tosca e Barbiere di Siviglia. «Siamo partiti con la previsione di avere per ogni tappa 800-1.000 persone e invece a Ostia ce n’erano più di 3mila», dice Giambrone. E a settembre si ricomincia.

La nuova stagione 2026/2027 partirà il 27 novembre prossimo, con The Rake’s Progress di Stravinskij, nuova produzione che segna il debutto all’Opera di Roma del regista Rafael R. Villalobos con Mariotti sul podio. In programma, 12 nuove produzioni tra opera e danza, 11 titoli operistici, 2 opere in concerto, 7 balletti e 4 eventi speciali.

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