«Ora finiamo il lavoro»: Trump e Netanyahu alleati per una nuova offensiva contro l’Iran

I Paesi del Golfo avvisati di un attacco imminente, dopo il Midterm. Il presidente Usa sulla tenuta del Likud: «Il mio sostegno ha portato a un’insperata rimonta»

«Ora possiamo finire il lavoro assieme». Donald Trump e Benjamin Netanyahu sono pronti ad attaccare l’Iran, di nuovo e con maggiore forza, dopo che il voto in Israele ha rinsaldato la loro amicizia.

Stati Uniti e Israele si muoveranno assieme: Trump ha però scelto di attendere fino alle elezioni di Midterm del 3 novembre, resistendo alle pressioni di Netanyahu che avrebbe voluto agire già all’inizio di ottobre. Tutto è pronto, bastano poche ore per avviare «un’altra piccola Epic Fury» come ha confermato lo stesso Trump in un rally elettorale la scorsa settimana.

Anche il 28 febbraio, ormai otto mesi fa, i due leader avevano deciso d’intesa di avviare l’azione militare contro il regime di Teheran. In quel caso Trump non aveva dato retta ai suoi consiglieri e ai generali che dal Pentagono lo avevano avvisato dei rischi legati al conflitto. Si era fatto invece convincere dall’amico israeliano che gli aveva prospettato una soluzione rapida «di alcune settimane» per «annientare» il programma nucleare iraniano e gli ayatollah. Fonti vicine alla Casa Bianca hanno successivamente rivelato una telefonata nella quale Netanyahu aveva insistito sulla possibilità di «colpire subito i leader iraniani riuniti a Teheran».

Da allora il rapporto tra il presidente Usa e il premier israeliano ha attraversato momenti di fortissime tensioni, alternati a plateali dichiarazioni di amicizia. Lo stesso Trump ha raccontato di almeno due telefonate di fuoco: «Cosa stai combinando, sei completamente pazzo», avrebbe detto a Netanyahu accusandolo di sabotare i colloqui di pace in Medio Oriente e di usare con troppa disinvoltura le forze militari contro i civili, soprattutto a Gaza.

Lo scontro non è tuttavia mai arrivato a mettere in dubbio il sostegno politico e militare degli Usa a Israele. In questi mesi, sotto gli occhi di Trump, Netanyahu ha ordinato alle forze militari israeliane di colpire la Striscia di Gaza per scovare i terroristi di Hamas, in un’operazione di totale devastazione che ha ucciso almeno 74mila palestinesi. E Washington – impegnata in fantomatici board per la pace – ha di fatto lasciato mano libera a [...]

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