Panetta: «L’Ai può aumentare la produttività in Italia di oltre un punto all’anno»

L’entità dei guadagni resta però «altamente incerta» secondo Panetta, intervenuto alla conferenza annuale di ricerca della Banca nazionale ucraina e della Narodowy Bank Polski

L’intelligenza artificiale generativa ha raggiunto la metà delle famiglie americane in circa tre anni: a internet ne erano serviti più di dieci, ai telefoni cellulari circa sette. Il dato è in una nota del discorso che il governatore della Banca d’Italia, Fabio Panetta, ha tenuto a Kiev alla conferenza annuale di ricerca della Banca nazionale ucraina e della Narodowy Bank Polski.

Per Panetta la credibilità di una banca centrale dipende anche dalla capacità di capire il cambiamento tecnologico e di adattarsi, oltre che dalla stabilità dei prezzi e dall’indipendenza.

Nel breve termine, ha spiegato, gli investimenti legati all’Ai danno «un potente impulso alla domanda», soprattutto nelle economie più avanzate, e la richiesta di calcolo, energia e lavoro specializzato può spingere al rialzo prezzi relativi e inflazione «finché l’offerta non raggiungerà la domanda».

Nel lungo periodo l’effetto dominante verrà dalla produttività: per l’Italia una ricerca di Banca d’Italia stima che un’adozione diffusa potrebbe aggiungere oltre un punto percentuale l’anno alla crescita della produttività del lavoro. L’entità dei guadagni resta però «altamente incerta».

Sul piano internazionale, negli Stati Uniti gli investimenti in Ai sono diventati un motore di crescita: secondo i dati del Tesoro Usa citati nel testo, gli acquisti netti esteri di azioni americane hanno toccato 742 miliardi di dollari nel 2025 e oltre 260 miliardi nei primi cinque mesi del 2026.

L’Europa ha visto finora effetti molto più contenuti e sull’adozione gli Usa «sembrano muoversi più rapidamente». Il divario, ha detto il governatore, non è «scolpito nella pietra»: anche senza essere sviluppatore leader, l’Europa può adottare queste tecnologie con la stessa rapidità delle altre economie avanzate.

Sulla politica monetaria Panetta indica prudenza. Anche il tasso neutrale è incerto: più produttività lo alzerebbe, mentre disuguaglianza, risparmio precauzionale e maggiore quota di reddito al capitale lo abbasserebbero. Le banche centrali devono restare «pragmatiche» e dare più peso ai dati effettivi su domanda, attività e inflazione che alle stime del tasso neutrale.

Il governatore avverte poi sulle valutazioni azionarie legate all’Ai, esposte a correzioni brusche, e sulla vigilanza: se molte banche usano modelli o fornitori simili, errori e disservizi si propagano rapidamente.

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