Paris Internationale: arte in mostra durante la protesta

Più defilata dal centro resta aperta nel X arrondissement con soddisfazione di tutti i 60 galleristi e spazi non profit internazionali presenti. Significativa l’offerta di opere di artiste e artisti

Ha fatto eccezione la fiera Paris Internationale, giunta quest’anno alla 12ª edizione, che giovedì ha annunciato la decisione di restare aperta anche durante la grande manifestazione di sabato 24 ottobre, in controtendenza rispetto alla pioggia di comunicati che annunciavano la chiusura anticipata, a venerdì sera, degli eventi della settimana dell’arte parigina orchestrata da Art Basel. La decisione è arrivata in un clima di tensione segnato dalle manifestazioni di sindacati, studenti e gilet gialli: forze della sinistra e frange dell’estrema destra scese in strada insieme per esprimere il malcontento e denunciare la distanza tra le politiche istituzionali e il Paese reale. “Il mondo dell’arte è un prisma attraverso cui si possono vedere ed elaborare le tensioni della società”, ha commentato la gallerista milanese Martina Simeti. Non sorprende, dunque, che quasi tutti i 60 galleristi e spazi non profit internazionali partecipanti a questa edizione della fiera abbiano concordato sull’importanza di restare aperti. Niente barricate come in centro, ma solo qualche accorgimento all’ingresso del palazzo di Quai de Valmy, lungo il Canal Saint-Martin, nel X arrondissement. Come hanno ricordato i galleristi Ciaccia Levi, tra i fondatori della manifestazione, è qui che vivono i parigini e la stessa comunità artistica: gli stessi luoghi che, nelle ultime settimane, sono diventati teatro della protesta.

Tra le otto gallerie italiane partecipanti, era significativa la presenza di artiste e artisti del Belpaese, una scelta che riflette un senso di responsabilità nella diffusione delle pratiche italiane oltreconfine. Zazà, con sedi a Milano e Napoli, ha portato le opere dell’artista napoletana Rosa Panaro, presentando una selezione di rilievo istituzionale che mette in discussione le iconografie religiose e pagane attraverso materiali poveri come la cartapesta, nel segno della protesta sociale ed ecologica (2.000–16.000 euro). Zazà e Tiziana Di Caro, anch’essa presente a Paris Internationale, hanno scelto di riservarle due importanti stand monografici: a Parigi e, la settimana successiva, a Torino, nella sezione Back to the Future di Artissima, dedicata alle riscoperte. Una carriera da outsider, che spazia dagli anni Cinquanta al 2022 e che, fatta eccezione per la partecipazione alla Biennale di Venezia del 1978 e per la presenza, tuttora in corso, al Museo Madre di Napoli, avrebbe meritato un riconoscimento più ampio. Da Gian Marco Casini Gallery, lo stand mostrava opere video e fotografiche della giovane artista Clarissa Baldassarri (3.000–15.000 euro), la cui pratica esplora la glossolalia religiosa, un fenomeno internazionale basato su lingue prive [...]

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